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	<title>Stefano Falotico &#187; Antonietta Mirra | Stefano Falotico</title>
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	<description>La vetrina incantata di un Uomo al di sopra anche della sua anima</description>
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		<title>Fantasmi principeschi recensito da L’amica dei libri, Antonietta Mirra</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2015 09:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stefano Falotico in <em>Fantasmi Principeschi</em> ci induce con una premessa a dir poco terrificante all’interno dei meandri della sua follia narrativa, arpionandoci con le sue  stravaganti conclusioni, riflesso fulgido e mai incrinato di una visione memore di antichi presagi cupi e sinistri che volteggiano indisturbati nella sua mente. È lì che, meditando e favoleggiando di perpetui risvegli e di immortalità, che i fantasmi ridono occhieggiando, e vivono per ricordare esclusivamente all’essere umano cos’è la vera vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><em><strong>Dagli angoli</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>reconditi dei castelli silenti, i loro respiri s’odono da</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>ritornati viventi ammalianti e ammantati da un</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>sobrio, rinomato baglior candido avvolto cupamente</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>o suadente nelle trasparenze languidamente</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>ambigue, loro, i fantasmi che, torvi, occhieggiano</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>un’umanità megera, traslucidi e gracchianti come</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>corvi neri e altisonanti, spiriti notturni delle</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>guardiane vetustà rinate anche sol d’essenza</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>intoccabile eppur di penombre appar(isc)enti fra</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>pareti asmatiche d’un mondo affranto.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo stile è un’altalena di metafore e di figure retoriche baldanzose che continuamente spumeggiano tra le righe, ossimori e iperboliche concezioni, poesia e canzoni, scatti ed ira che rendono la sua scrittura un racconto a voce piena, a tratti stridula e senza dubbio maledettamente romantica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Funereo come la morte che invoca, lattiginoso come la luna che adora, la notte la fa da padrona in un turbine conturbante di minacce velate che giungono dalle essenze fantasma che si rivolgono con astuzia e perizia rendendo un po’ di ironia e di dannazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le parole mescolate a dovere diventano unguento di terrori senza nome come se ignoti e innocenti fossero in grado di sanare le ferite della vita mortale.</p>
<p>C’è ipnotismo nello scorrere delle frasi, pungolate a dovere dalla rima e dal fluttuo fluido e continuo delle immagini evocate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il vocabolario dell’autore è vasto e particolareggiato, tutto è giocato tra l’evanescenza e l’apparenza, sulla paura e l’orrore e sempre l’immancabile riflessione della coscienza e dell’anima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prosa poetizzante è scandita da racconti rinchiusi in gabbie di capitoli che presentano personaggi noti alle prese con le loro caratteristiche principali, come Dario Argento che diventa l’incarnazione del concetto di paura tanto abissale quanto primordiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><em><strong>Perché io sono immortale anche se non ancor</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>(non) morto, sono il regista di Profondo Rosso, io</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>sono Dario Argento. Della paura il maestro per</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>eccellenza, la suspense (s)carnificata dei vostri terrori</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>più profondi.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Spunta il Joker perfettamente delineato dalla descrizione impressionante e filiforme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><em><strong>Joker dal sorriso horror e sguaiato a sbranarvi, ché</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>vi pentiate in tal mo(n)do sconcio e orrido d’averlo</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>così nel cuor suo intimo, quand’era ancora infante e</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>innocente, lacerato e sporcato, porci dell’assurda,</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>orrenda cattiveria “onnipotente” da maneschi,</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>impuniti prepotenti. Vi sostituiste a Dio e lo ardeste</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>(in)colpevoli.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le parole si annidano in quadrati immaginari fatti di lettere e parentesi, perché ogni concetto rimanda a qualcos’altro.</p>
<p>Ma chi sono questi fantasmi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><em><strong>Senza speranza, fantasmi cittadini che spu(n)tan</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>da tombini floridi di bagliori glaciali,</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>impressioni(stici) del lor danzar nel vuoto pieno, in</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>apnea, appena appena a galla, “galerizzati”, sciocchi</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>o sol (in)visibilmente sc(i)occanti, signori mansueti</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>con l’aplomb maestrale della nobiltà “farlocca”,</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>scombiccherati, pastrocchi ch’appaiono a f(r)asi</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>mozzate, abitanti in macabri castelli sgretolati, dai</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>ponti levatoi che “albeggian” (s)tirati, striatissimi nel</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>malinconico gracchio fragile, gracilissimo di sere</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>discendenti, infernalmente caldeggianti.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poi Clara la bambina fantasma che crea un’atmosfera inquietante e spaventosa perché il linguaggio è capace di rendere il clima narrativo torbido, sinistro, spettrale, maniacale e perduto nei recessi indiscriminati di questi esseri senz’anima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Fantasmi Principeschi</em> è una prova riuscita, un esercizio di stile che mette in evidenza le potenzialità puramente formali dell’autore che si destreggia bene con le parole, avvantaggiato probabilmente anche dalla tematica a lui molto cara della notte, del buio, della luna. Quell’evanescenza fisica e mentale che tanto lo alletta, quelle ombre che non incutono timore a colui che le racconta ma bensì che lo affascinano come una bellissima donna dalla pelle diafana e dagli occhi dell’abisso. Il senso è un desiderio di affermazione di questa dimensione fantastica permeata inevitabilmente di nostalgia ma non per questo priva di un piacevole senso di scoperta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’autore come i suoi intrepidi fantasmi è: lastrato di principesco ardore, fuggo, ruggisco, fuggiasco o vigliacco, fiacco o ancora non stanco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E dunque <em>Fantasmi Principeschi</em>, buona interpretazione di poesia in prosa, evoca la dimensione passionale dell’autore per queste essenze prive di sostanza ma non per questo prive di piacevole evanescenza, sentore e ribellione. I loro atteggiamenti, ripresi più volte, sono selvaggi, indomiti, oltraggiosi, menefreghisti ma anche perdutamente innamorati della loro condizione e di quell’oscurità che li rende i signori della notte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pieno di visioni e di sogni, accarezzato da strani e stranianti incubi, i fantasmi non hanno bisogno di presentazioni, e qui, in questo libro, libero e libertino, il loro splendore notturno scintilla di prepotenza e martirio.</p>
<p align="center"><em><strong>“Soffian” voraci da lapidi esangui, brillan</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>entusiasti nel buio delle estati, estatici, taciturni,</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>diurni e serali, imprendibili, tutti assieme o solitari,</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>non acchiappabili e “sottili”, poi densi, cinerei e</strong></em></p>
<p align="center"><em><strong>“cervi”, tra liane e boschi di fate, son i fantasmi!</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> di <a href="http://amicadeilibri.blogspot.it/2015/12/fantasmi-principeschi-di-stefano.html">Antonietta Mirra</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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