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	<title>Stefano Falotico &#187; Il cadavere di Dracula | Stefano Falotico</title>
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	<description>La vetrina incantata di un Uomo al di sopra anche della sua anima</description>
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		<title>UN SAGGIO CRITICO SU STEFANO FALOTICO</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 12:56:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’inserto tutto-cultura PROMETEIA sarà un allegato costante del Faro Italiano, che nel 2019 sarà sottoposto a un’importante evoluzione. Nelle prossime edizioni di PROMETEIA appariranno i saggi critici sui libri di Stefano Falotico con riferimenti a tutte le pubblicazioni precedenti. In questo saggio, invece, mi soffermerò sull’Autore. La crisi che vive la lettura italiana (ma anche mondiale) è dovuta essenzialmente all’inconciliabilità&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=748">(more...)</a>]]></description>
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<p>L’inserto tutto-cultura PROMETEIA sarà un allegato costante del Faro Italiano, che nel 2019 sarà sottoposto a un’importante evoluzione. Nelle prossime edizioni di PROMETEIA appariranno i saggi critici sui libri di Stefano Falotico con riferimenti a tutte le pubblicazioni precedenti. In questo saggio, invece, mi soffermerò sull’Autore. La crisi che vive la lettura italiana (ma anche mondiale) è dovuta essenzialmente all’inconciliabilità fra lo scrittore e il lettore. Il lettore del XXI Secolo non è più quello del XX e, meno ancora, quello del XIX. La tradizione scolastica, che ha le sue radici in una specie di ripetitivo classicismo, si scontra, volenti o nolenti, con una trasformazione, che, posta in essere nel XX Secolo, ha trovato nel XXI il suo compimento. Ovviamente, molti scrittori, pervasi da un agone egotistico, non si rendono conto della nuova capacità di lettura e insistono in un canovaccio inestirpabile forse a causa di una cultura eccessivamente libresca. I grandi scrittori hanno trovato invece elementi “istruttivi” e “insegnanti” nella vita di tutti i giorni, nel quotidiano vivere, nell’analisi della società e delle sue evoluzioni culturali, economiche e di costume. Restare “classici” in questo contesto non avrebbe avuto come sfogo il lettore, ma una ristretta cerchia di amici “complimentosi” per “adeguarsi all’occasione”. Stefano Falotico si è posto il problema di come restare classici, senza “urtare” la suscettibilità del lettore. Ha dato vita così a una prosa complessa, attiva, interattiva, non dormiente, non assuefatta, non cantilenante, non ripetitiva, ma sempre fornitrice di soluzioni letterarie che, scatenando l’intimo sentimento, come forse era accaduto soltanto a Victor Hugo e Lev Tolstoj, ha “tradotto” in realtà pensante anche i lettori più indifferenti e sopiti. Lo ha fatto non solo attraverso la curiosità “linguistica” avveniristica, ma soprattutto a mezzo di una sequenza di contenuti che si susseguono in una “asfissiante devozione” al mondo. Se, in qualità di critico letterario (ma sono soprattutto autore di non indifferente livello), mi soffermo sul fenomeno Stefano Falotico, è perché il nostro soggetto letterario offre al divenire culturale soluzioni che dapprima non abbiamo rinvenuto neppure nei maggiori scrittori contemporanei. Stefano Falotico si è certamente posto il problema: Come “raggiungere” il cuore del lettore? Come “svegliare” la sua mente? Come evitare di essere scontatamente evolutivi? Come essere evolutivi e “classici”? I suoi libri narrano di “dame” e “cavalieri”, ma in questo costante divenire-trasformativo-interattivo non troveremo Torquato Tasso, Ludovico Ariosto e, ancor meno, Dante, Virgilio e Milton. Non troveremo il narratore romanzato. Non troveremo “scontati-inutili” castelli. Troveremo invece l’uomo pluridimensionale, l’amore per l’enigma-vita (<i>Il Cavaliere di Londra</i> - in una mia prossima recensione), lo snodarsi lungo le difficoltà della vita (<i>Il Cavaliere di San Pietroburgo</i>). Le avvisaglie della nuova filosofia linguistica si hanno già nel <i>Cadavere di Dracula</i> (che si pone come confine fra il vecchio dire e il nuovo dire). “La libertà e anche il libero arbitrio passano attraverso perigliosi cammini e ardui ostacoli. Anche la libidine e la lussuria per l’Autore passano attraverso la catarsi “profetica” di un’intima soffusa sofferenza (La mia lussuria si scaglierà terribile di veemenza arsa a vostra finta sapienza. &#8211; Il Cadavere di Dracula – Stefano Falotico), attraverso la paradossale lente di un epidiascopio, che, con le sue immagini alterate e “assurdamente iperboliche” ci offre una visione “esagerata e folle” della vita, perché, in fondo, la vita umana non è che “un mezzo” per perfezionarsi per pervenire a vite “diverse”, a mete da conquistare nell’evoluzione biologica, sociale e filosofica, che si dipana nell’incessante comporsi e scomporsi degli “elementi” – così nella mia recensione (già ampiamente pubblicata e inerente libro di riferimento). Stefano Falotico si è quindi posto il problema di come innovare, trasformare, essere “contenutistico”, concreto ed “emblematico”, non travolgendo totalmente i canoni classici della scrittura, ma adeguandoli e rielaborandoli con l’immissione di una straordinaria linfa vitale. Come riesce a ottenere questo? “Caratterizzando” i personaggi, facendoli “lievitare”, crescere, come un padre e una madre pazienti che intendono impartire la migliore educazione alla prole. La prole, nella fattispecie, si chiama libro, scrittura, passione per la crescita letteraria. Non allievo mai, Stefano Falotico è in realtà un appassionato “Maestro”. Ha l’ascia di chi colpisce e il cuore del bambino che rimane tale per tutta la vita. A lui piace “bere” nei suoi stessi libri, non per quel sentimento “draculiano” che, oberato dal peso del nome, si trasferisce nella realtà, ma perché fra incantesimi, “diavoli”, “estemporanee divinità” e uomini-dei, si dipana in lui la “tragedia” dell’umanità nel divenire e nell’essere sempre uguale o simile a se stessa. In questo modo Egli infligge una lezione morale e sottilmente satirica, se non palesemente ironica, agli “umani”. Costoro amano, odiano, non amano, non odiano, finiscono nella spirale dell’indifferenza, si “mediocrizzano”, risorgono dalle ceneri del proprio pensiero, si interrogano, si esaminano, sono contemporaneamente “allievi” e “maestri”: allievi teneri e “maestri d’ascia”. I personaggi di Stefano Falotico sono composti Cavalieri, ma anche uomini bizzarri, fedeli a se stessi e senza una reale fede universale (nel senso classico della parola). Sono esseri ribelli, che fuggono dalla realtà quotidiana, dalla “ripetitività”, dalla tristezza “comune”, dal lirismo della piaggeria e del finto altruismo, dalla pace senza costruzione, dal “senso del dovere”, ovvero da quell’inferno intimo che costringe l’uomo a fare sempre le stesse cose, non chiedendosi nemmeno perché e non domandandosi il perché del “mancato cambiamento”. Nei personaggi di Stefano Falotico la vita chiama a soccorso se stessa, esce dall’infantilismo letterario-creativo per “erompere” come petali in fiore. La sua prosa è fiore e taglione, magistrale rievocazione classica e distruzione del passato “inutile”, in una specie di “anti-religiosità”, che si perpetua in un moto uniformemente accelerato e in un bizzarro divenire. Se i suoi personaggi dovessero delinquere, lo farebbero conservando la loro compostezza, la coscienza di stare a fare sempre bene come nel “Kick-Boxing”. Essi sono incassatori e “canne al vento”. Sono deboli e forti. Sono cani che mordono e arpie feroci. Sono “angeli custodi” della tradizione e innovatori “implacabili”. Leggono in se stessi e fuggono da se stessi. Si ribellano a se stessi quando scoprono di essere “quotidiani”, “sensibili” alle solite cose e vicini allo scorrere delle ore, lo scorrere monotono come le parole che si susseguono con un nesso logico che non si identifica mai con l’evoluzione. Spesso gli scritti dell’Autore “cercano” la “soluzione” e non sembri strano che tale soluzione si identifichi con la tragedia. Sono Romeo da Villanova e dittatori solenni. Sono schiavi e “contumaci ribelli”. Sono condannati alla vita e condannati a morte. Tornano vincitori e si comportano da vittime “solenni”. Sono il futuro, il presente e il passato, con tutte le patologie che proprio il passato può trasmettere e che, pur tuttavia, trovano un organismo ribelle e una “pelle” così mutevole da essere “portatrice” di novità e trasformazioni perenni, tali da “vanificare” il passato medesimo. I personaggi di Stefano Falotico corrono, vanno, cercano, si dimensionano diversamente, in base ai casi e alle circostanze, ma mai in qualità di vittime reali, bensì di protagonisti, anche impavidi e caparbi. Essi sono la volontà che incide nella loro vita. Quando i casi della vita vogliono che essi tornino al loro quotidiano essere, scoprono in se stessi una sorta di ambiguità, di plurivalenza, di crudeltà, di crudezza e nel loro cuore rinvengono un “cruciforme” destino. Essi non si deprimono mai: lottano, escono allo scoperto, vincono e perdono, ma non sono mai realmente sconfitti. In loro si legge: desiderio, brama, moto variamente accelerato, ricerca della vastità del creato, in una specie di sublimazione che consente loro di uscire dal greto del fiume della vita per cercare un’onnipotenza personale, in un “irreligioso” silenzio. Essi troveranno siepi e alberi, aspre montagne e fiumi agitati, alte maree e ripidi camminamenti, tunnel e altipiani lussureggianti. Essi troveranno estati, primavere, autunni e inverni. Ma non si arrenderanno al destino o al fato. In loro la lotta è un “classico essere” e un “azzardato divenire”. Incontro, scontro, conversazione, avversità, devozione, “dialogismo”, biasimo, amore, “disamore”, dolore, costanza, “endemica malattia”, catastrofe, polimorfismo e fallimento si aggrovigliano in un “enclitico” divenire, che fa sì che un’azione priva di tono ne assuma uno, avvalendosi di un “precedente soggetto”. Tutto l’insieme diviene in Stefano Falotico “filosofia vitale” e “naturale disfacimento” in vista di successive “grandezze”. Grandezze che egli non identifica, ma che lascia intuire o supporre, perché è cosciente che sia un cattivo scrittore colui che fornisca soluzioni o che faccia di ogni argomento una “tematica” per riduttive conversazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eliano Bellanova Direttore della Rivista <i>Il Faro Italiano</i>. Presidente dell’Araba Fenice Edizioni Magna Grecia</p>
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		<title>Dal n. 1 di Aprile della rivista “Il Faro”, la recensione di Eliano Bellanova del mio Il cadavere di Dracula</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2016 07:03:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Il cadavere di Dracula]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; La prosa di Stefano Falotico è un’ossimorica “frequentazione” di parole che si svolgono lungo una teoria che “si snoda” come il mare sugli scogli. Quegli scogli “ascoltano” il flusso “draculiano” che a loro perviene dalla residenza castellana attraverso un cammino lungo come quello delle favole e dei fiumi che “allietano” e inquietano la Terra. L’ossimorica successione diviene il trionfo&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=556">(more...)</a>]]></description>
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</a><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=557" rel="attachment wp-att-557"><img class="aligncenter size-large wp-image-557" alt="Il Faro Il cadavere di Dracula" src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2016/04/Il-Faro-Il-cadavere-di-Dracula-1024x525.jpg" width="1024" height="525" />&nbsp;</p>
<p>La prosa di Stefano Falotico è un’ossimorica “frequentazione” di parole che si svolgono lungo una teoria che “si snoda” come il mare sugli scogli. Quegli scogli “ascoltano” il flusso “draculiano” che a loro perviene dalla residenza castellana attraverso un cammino lungo come quello delle favole e dei fiumi che “allietano” e inquietano la Terra.</p>
<p>L’ossimorica successione diviene il trionfo della vita sulla morte quando <i>“Asperso in tal asperità, spero in un domani florido che sia “forca” delle ghigliottine in me inflitte e perpetrate da vigliacchi “puritani” della Londra anelata e in virtù veliera del mio cavalcante ritorno” (Il Cadavere di Dracula – Stefano Falotico). </i>Ad un esame superficiale (“la perfida dea che mai da l’ospizio di Cesare non torse li occhi putti” e che è sempre in agguato) l’Opera sembra una successione di “organici frammenti”. Ma i proprio “i frammenti” sono “ricomposti” in una unità in cui l’enigma-vita si rivela sotto i raggi del sole e si tramuta in bellezza eterna, sebbene l’eternità “ristretta” sia pur sempre soggetta alla legge della relatività e del “contingente magico” (<i>Susciti soggezione, e impaurisci. Perlomeno, io mi sento minato dal tuo Sguardo. Ambiguo, ridente ma con sfumature più adombrate di come vorresti apparire. Ipnotica ed evocativa insonnia anch’erotica, solare ma lugubre. Sensualissimo ma un po’ affranto e “roco”, come se la felicità, a prima vista, adocchiasse anche un animo buio che nascondi dietro ammalianti pose maliziose in te stessa intessuta di morbido languore scuro”</i>. &#8211; <i>Il Cadavere di Dracula – Stefano Falotico)</i>. Trasportato nell’aldilà, il pensiero umano, nella più alta accezione filosofica, si annullerà nella “egemonia delle anime”, presso cui la libertà si professa in quanto tale, sottraendosi al giogo umano e passando attraverso… il cadavere di Dracula, attraverso il mito del vampiro, attraverso il rumore del tuono. La libertà e anche il libero arbitrio passano attraverso perigliosi cammini e ardui ostacoli. Anche la libidine e la lussuria per l’Autore passano attraverso la catarsi “profetica” di un’intima soffusa sofferenza <i>(La mia lussuria si scaglierà terribile di veemenza arsa a vostra finta sapienza. </i>- <i>Il Cadavere di Dracula – Stefano Falotico)</i>, attraverso la paradossale lente di un epidiascopio, che, con le sue immagini alterate e “assurdamente iperboliche” ci offre una visione “esagerata e folle” della vita, perché, in fondo, la vita umana non è che “un mezzo” per perfezionarsi per pervenire a vite “diverse”, a mete da conquistare nell’evoluzione biologica, sociale e filosofica, che si dipana nell’incessante comporsi e scomporsi degli “elementi”. In questo “eterno” comporsi e scomporsi degli elementi anche gli insetti hanno importanza, altrimenti non si spiegherebbe il fenomeno dell’entomofilia, ovvero dell’impollinazione ad opera proprio degli insetti.</p>
<p>E come l’uomo “è inseguito” da microbi, batteri ed altri microrganismi dai quali deve difendersi, così il mito di un uomo può sopravvivere a se stesso, al suo cadavere, al Cadavere di Dracula, il vampiro che, con la sua sete di sangue, dispensa orrori… sebbene la scienza ammonisca e ipotizzi che la stessa sete sia dovuta a deficienze di enzimi ed altre proteine, che ne fanno un sofferente, un malato. Il “malato” è depositario di “immani segreti”: senza di lui non vi sarebbe scienza. È “inconsciamente” depositario del bene e del male, delle gioie e delle pene, fino al frainteso, che per molto tempo a livello psichiatrico si è concentrato sulla parola “isteria”, “isterico”, “isterica”. La parola rappresenta un frainteso-paradosso, in quanto il malanno è stato ritenuto di derivazione uterina (il greco ὑστέρα significa infatti ventre, utero). Il mito di Dracula “scientificamente” trarrebbe dalla deficienza di enzimi epatici, ovvero di proteine, la cui scarsa presenza farebbe desiderare il sangue. “Traslando” la “filosofia” (come scienza o come futura scienza nell’accezione kantiana della parola), che presuppone il desiderio di qualcosa perché quella “qualcosa” ci manca, potremmo argomentare che il “draculismo” sia per alcuni una “necessità”. E se questa “necessità” si trasferisce nel corpo sociale o nel pensiero, allora potremo desumere che il desiderio di divenire, di essere “postumi” a noi stessi, sia immanente. Jacques Le Coff, nella sua notevole opera “Il Corpo nel Medioevo”, sostiene che “Eresia e lebbra sono spesso associate: al pari della lebbra, l’eresia è una malattia dell’anima che si esprime simbolicamente attraverso un corpo malato, da allontanare dal corpo sano della Chiesa”. Il “frainteso medievale” diviene “veicolo” allorquando si strutturi nel pensiero “solidificandosi”, trasformandosi da “preludio”, “ipotesi”, “supposto”, in tesi, in affermazione dimostrata, al di là dell’affermazione apodittica. La deficienza di triptofano nel “vampiro”, si tramuta in una “deficienza psichica”, poiché genera “desiderio”, “voluttà”, “ardire”, fino alla violenza, che è figlia dell’aggressività connaturata all’essere umano. Essa genera un cammino o una trasformazione “inconscia” (secondo F. W. Nietzsche “lo spirito prima era Dio, poi si fece uomo, ora sta diventando plebe” e secondo lo stesso pensatore lo spirito diviene cammello, il cammello diviene leone e questo diviene fanciullo). È la teoria del divenire e dell’eterna trasformazione, che “ghermì” Lavoisier. In questo divenire “La mia lussuria si scaglierà terribile di veemenza arsa a vostra finta sapienza. La mia lussuria è un vampiro che lacererà le tue menzogne, seppellirà il morto che tu non vivesti da puro, e distruggerà ogni tua sanità!” <i>(Il Cadavere di Dracula – Stefano Falotico). </i></p>
<p>In questo asserto è la chiave di lettura del libro (poiché se non troviamo la chiave di lettura di un’opera, non potremo neppure leggerla, in quanto scivoleremo in superficie, vedremo scorrerci addosso fiumi di parole che costituiranno soltanto “inutile fascino”. Attraverso questa “chiave” ci apriremo al “<i>Poeta dell’assurdo, del suono che urta!”</i>, che ci condurrà “nell’eremo della comprensione”, in cui perfino la vendetta potrebbe avere una sua ragion d’essere, se si tratti di “grande vendetta”, di superamento dei pregiudizi, delle “inutili passioni”, per aprirsi al “grande essere”, che è in noi “in nuce” e che passa attraverso il processo della crescita e dello sviluppo interiore: una crescita “tragica”, “terribile”, che richiama alla mente il Prometeo che si vedeva divorare il fegato dai rapaci per riprodursi incessantemente, rappresentando “il fuoco del progresso”, innescando la prima vera reazione a catena della scienza e della storia. E quando dopo queste “acquisizioni”, scorgeremo un altro cammino, secondo l’Autore ci imbatteremo nello smarrimento. Sì, in un fenomeno sempre in agguato, in quanto siamo pur sempre “canne al vento”, sensibili ad ogni umore e variazione. Il nostro Prometeo è Dracula. Chi è Dracula? La nostra passione eterna, il nostro cammino, il nostro Eros nascosto nelle pieghe “supreme”, il nostro “dirimpettaio”, il nostro “traditore”, il nostro “amico”, il nostro “nemico”, il “deposito” della nostra virulenta passione. Dracula è tutto e il contrario di tutto. Sarà felice al nostro “desco” e sarà incredibilmente presente nelle nostre sofferenze, senza patemi e senza illusioni. L’Autore si rende conto della “grandezza” di Dracula, ma anche della “bassezza”, perché i Grandi come i Piccoli sono sempre “un nano sulle spalle di un gigante”. E se perfino il trono si trascina sul fango, allora è necessario lo “scuotitore Dracula”, l’artefice del destino e della vita che nobilita se stessa. Nel suo libro Stefano Falotico percorre, in sostanza, il dramma “lineare” e “rovesciato” della vita.</p>
<p><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=558" rel="attachment wp-att-558"><img class="aligncenter size-large wp-image-558" alt="Il Faro Il cadavere di Dracula 2" src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2016/04/Il-Faro-Il-cadavere-di-Dracula-2-1024x471.jpg" width="1024" height="471" /></a></p>
<p></a></p>
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		<title>Il cadavere di Dracula, booktrailer</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2014 23:33:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dracula, il Nosferatu, incarnato in un fantasioso, originale, pindarico, suggestivo, lugubre, lungo racconto nero, risorgente in romanticismo feroce e irruento per un viaggio alle origini della sua rinascita o della sua beffarda morte? Al lettore, scoprire il fascinoso, buio, imperscrutabile arcano. È con grande privilegio e superbo onore che vi presento questo nuovo trailer, concernente il mio “Il cadavere di Dracula”,&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=384">(more...)</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/8-NLbhPfEEw" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe>Dracula, il Nosferatu, incarnato in un fantasioso, originale, pindarico, suggestivo, lugubre, lungo racconto nero, risorgente in romanticismo feroce e irruento per un viaggio alle origini della sua rinascita o della sua beffarda morte? Al lettore, scoprire il fascinoso, buio, imperscrutabile arcano.</p>
<p>È con grande privilegio e superbo onore che vi presento questo nuovo <i>trailer</i>, concernente il mio “Il cadavere di Dracula”, libro del sottoscritto, imperiosamente servitovi in spero vostro acquistarlo al più presto, ch’è disponibile sulle maggiori catene librarie <i>online</i>, IBS.it, naturalmente, inclusa.</p>
<p>Edito dalla Youcanprint Edizioni, al solito regalmente impaginato dal mio amico ed <i>editor</i>, Germano Dalcielo, con la stupenda copertina di Manuela Paric’, disponibile in ogni formato possibile e immaginabile, Mobi/Kindle, eBook e cartaceo, anzi, “a ogni modo” migliore incartato, come son io avvezzo a dire.</p>
<p>Ora, ardentemente, nello Spirito del romanzo, immergiamocene.</p>
<p>Dracula (d)arde(ggia) fioco, nel suo castello remoto, riscaldato sol dal fuoco del suo triste cam(m)ino sol(itari)o, senza Sole, contornato da un aridissimo inverno traboccante il freddo dei fiocchi di neve fredda come la rugiada “divorata” dalle foglie secche e mortifere del rossissimo, accecante tramonto suo seco (in)finito, “albeggia(nte)” sommessamente nell’orrore suo più polare, al plenilunio soffusamente s’addorme, addomestica i suoi “canini”-lupi, “bofonchia” la melanconia “algida” d’un suo gentile spettro orrido, arrochitosi nel pian(t)o alto e orrendamente eremitico, indiavolato e scagliato immor(t)almente all’iddio traditore del suo fedele servigio supremo vigliaccamente spento, barbaricamente vinto.</p>
<p>Sacrileg(i)o!</p>
<p>Spellato, divorato, repellendo il creatore che, scriteriatamente, indusse, dietro missiva fraudolenta dei nemici da lui, Vlad, combattuti in guerra santa, Mina, sua amata immensa, al suicidio più vile, turpemente bestemmiò il Padreterno, cagionatore del suo inconsolabile, assassinante dolore inesaustamente colmo d’irreprimibili lagrime sgorganti la sua ira devastante. Tonandosi, torturato, in Lucifero incarnato, nella grotta della ferita sua insanabile, atroce, scalfente a ogni ora più il suo animo sempre meno calmo e caldo ma più colmo d’abbattimento incolmabile, quell’animo forte, dapprima sanguinario, sì, eppur puro e combattivamente fiero d’apparente giustezza scintillante e nobile, “invecchiatosi” nell’eterna notte d’un buio impallidente l’amor immensamente grande per cui combatté per tutta la vita e che, però, terribilmente agghiacciante, lo vide vincitore in battaglia tanto intrepido quanto, dalla sciagurata maledizione, ottenebrato, sven(tr)ato, svilito, nella cera livida d’un vol(t)o rubatogli, lentamente imbruttì. Vendicatore, da “crociato” russo, arrabbiato a morte perché Dio, scellerato, lo distrusse, servendogli la “sorpresa” più turpe e crudele, d’abnorme malignità l’ingannò, Dracula contro Dio, con tremenda veemenza, turbinando in viscere macellate dall’abominio di tal abuso al suo (co)raggio splendente, vendetta gridò, come imputridendosi specular al Diavolo (sp)orco, da quell’imbroglio efferato e perfido, Dracula è suo “servo”, brucia nella tenebra più opaca, foschissima, senza Luce mai, non morto, il <i>Nosferatu</i> straziato da quel suicidio “indotto” alla sua anima che non meritava tal osceno torto, così b(r)uc(i)ata, ferocemente divelta, strangolata, disossata, scarnificata, “fotografata” perennemente nel lancinante, raschiantissimo pallore più cereo, nella bara della sua (di)mora uccisa da defunto dentro&#8230;, infuocato a vita condannata al nero perpetuo più ancor mostruosamente ferente, ritornerà a Londra&#8230;</p>
<p>Ringiovanirà o sarà ancor più doppia, “fluviale” morte&#8230;?</p>
<p>Ed ecco qui il diabolico filmato, curato armoniosamente di gran stile dall’elegante Daniele Fiori, musicato da Stefano Gargiulo, corredato d’immagini da me accuratamente scelte.</p>
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		<title>Biografia</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 20:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografia]]></category>
		<category><![CDATA[Il cadavere di Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[La pallida ipocondria della Luna]]></category>
		<category><![CDATA[Il cavaliere di Alcatraz]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Falotico nasce a Bologna il 13 settembre del 1979. Stefano Falotico nasce a Bologna il 13 settembre del 1979. Anche se considera Bologna soltanto l’ubicazione geografica della sua residenza “fantasmatica”, sì, perché egli stesso si vive come un ectoplasma danzante fra mille e una notte d’incandescenti città inebriate dal lunatico volteggiarvi mutevole in variegate forme senz’alcuna residenza propriamente fisica,&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=381">(more...)</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano Falotico nasce a Bologna il 13 settembre del 1979.</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/4s20DNeOyKs" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Stefano Falotico nasce a Bologna il 13 settembre del 1979.</p>
<p>Anche se considera Bologna soltanto l’ubicazione geografica della sua residenza “fantasmatica”, sì, perché egli stesso si vive come un ectoplasma danzante fra mille e una notte d’incandescenti città inebriate dal lunatico volteggiarvi mutevole in variegate forme senz’alcuna residenza propriamente fisica, si vive, orbene, da perfetto spirito metafisico incarnato nel fluttuar (im)mobile nel sé sempre cambiante lidi e mete, a metà fra esser davvero e non essere in nessun dove.</p>
<p>Ha trascorso gran parte della sua vita, peraltro, “proiettato” nel Cinema, luogo che reputa più “dentro” le cose della cosiddetta realtà, questa, sì, fittizia, spesso deludente, martoriante e foscamente cupa. Il Cinema, invece, gli donò, come tutt’ora gli regala, passionale romanticismo vitale, propulsivo, nel suo incantarsi, “incatenato” al cosmico surreale immaginario, lo trasfonde in ere scalpitanti fervore acceso, entusiasmo magmatico di tante lucenti emozioni trascendenti, immaginifiche e (ri)creative.</p>
<p>Adolescente inquieto, adulto o forse mai lo sarà, “non c’è”, come sostiene lui, poiché s(ob)balza da stagioni umorali vulcaniche d’euforia commovente sin all’atmosferico illanguidirsi (raf)fredd(at)o come un ghiacciaio pronto, repentinamente e con forte dirompenza, a sciogliersi, ad ardersi sempre di solar, dardeggiante, estatico (ria)mare oceanico.</p>
<p>Ironicamente, si definisce un uomo d’altri temp(l)i, potrebbe essere il principe-monaco tibetano d’una abbazia medioevale oppure un bretone cavaliere senza macchia né paure, immerso controvoglia in uno spazio-tempo “tragicamente” contemporaneo, nella triste, soffocante, iper-competitiva “modernità” frastornante e, a sua detta, distorcente il senso profondo dell’essenza nostra umana. Un tempo arretrato, paradossalmente, sfiancante, tetro, “oscurantista”, ove le inquisizioni non si “praticano” a viso aperto e, apparentemente, non esistono più le scellerate, oscene caccie alle streghe, ma avvien ben di “peggio”. Le rivalità di tal attuale, logorante, van(itos)o combatter(si) in perenni rivalse, infatti, lui ritiene non “valido” al puro viver da san(t)i.</p>
<p>Ha pubblicato molteplici opere di narrativa e poesia, delle più disparate. Il suo esordio ufficiale è del 2005, “targato” Edizioni Joker, con “Una passeggiata perfetta”. Poi, è stata la volta della collaborazione con la casa editrice Albatros, presso cui ha edito, fra i molti, “Hollywood bianca” (prima e seconda edizione), “Noir Nightmare &#8211; L’ombra blu del fantasma” e “Cuore angelico, tenere tenebre sanguigne”.</p>
<p>Da qualche anno, sta sperimentando, con ottimo successo e buone soddisfazioni, il <i>self</i>-<i>publishing.</i></p>
<p>Dapprima, affidandosi a lulu.com, ove ha inserito, ad esempio “Mister Black &#8211; Racconti neri” e alcuni saggi autarchici, come ama definirli lui, su alcuni registi e attori, citiamo inevitabilmente il suo “Clint Eastwood, ghiaccio arcano di romantici occhi”.</p>
<p>Tramite, invece, Youcanprint Edizioni, è uscito con innumerevoli libri. Senza star a citarli tutti, comunque regolarmente in vendita sia in eBook che “normale” cartaceo sul sito della casa editrice suddetta, su IBS.it, LaFeltrinelli e le maggiori catene librarie <i>online</i>, compresa Amazon, elenchiamo alcuni dei più importanti: “Il cavaliere di Alcatraz”, “Mister Atlantic City”, “La pallida ipocondria della Luna”, “Robert De Niro, l’intoccabile” e “David Cronenberg, poetica indagine divorante”.</p>
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		<title>Intervista a Stefano Falotico, a cura de “Il Mondo dello Scrittore”</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 19:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il cadavere di Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[Ibs]]></category>
		<category><![CDATA[Il mondo dello scrittore]]></category>

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		<description><![CDATA[Ringrazio per avermi offerto questa sensazionale opportunità. Racconta la tua esperienza come autore Tutto è iniziato per caso, come sovente accade agli artisti. Per rielaborare la mia adolescenza molto particolare, iniziai di getto a buttar giù qualche riga, in forma diaristica. Poi, mentre procedevo a scrivere, il mio diario ha assunto le sembianze di un romanzo noir vero e proprio&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=302">(more...)</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilmondodelloscrittore.altervista.org/autori-a-f/falotico-stefano/intervista/">Ringrazio per avermi offerto questa sensazionale opportunità</a>.</p>
<p><em><strong>Racconta la tua esperienza come autore</strong><strong><a href="http://ilmondodelloscrittore.altervista.org/wp-content/uploads/2014/06/ilcadaveredidracula.jpg"><img alt="ilcadaveredidracula" src="http://ilmondodelloscrittore.altervista.org/wp-content/uploads/2014/06/ilcadaveredidracula-191x300.jpg" width="191" height="300" /></a></strong></em><br />
Tutto è iniziato per caso, come sovente accade agli artisti. Per rielaborare la mia adolescenza molto particolare, iniziai di getto a buttar giù qualche riga, in forma diaristica. Poi, mentre procedevo a scrivere, il mio diario ha assunto le sembianze di un romanzo <em>noir</em> vero e proprio con echi nostalgici alla <em>stand by me</em>. E, convergendo il tiro, ne ho dato una fine, smussando come si suol dire gli angoli. Il resto è venuto da solo. Come dico io, spesso partorendolo dalla mia tormentata solitudine. Non mi riferisco a <a href="http://www.ibs.it/code/9788891133434/falotico-stefano/cadavere-di-dracula.html">Il cadavere di Dracula</a> ma faccio riferimento al mio esordio letterario, <a href="http://www.ibs.it/code/9788875360306/falotico-stefano/passeggiata-perfetta.html">Una passeggiata perfetta</a>.</p>
<p><em><strong>Che cosa ispira il tuo modo di scrivere</strong></em><br />
Dipende dagli umori, dalle sensazioni estemporanee. Estraggo attimi di vita, anche non necessariamente vissuta ma semmai soltanto danzante fra i miei pensieri, per evocarmi dentro emozioni che poi trascrivo, provando a trasmetterle.</p>
<p><em><strong>Parla della trama del tuo libro</strong></em><br />
Questo libro è una reinvenzione del mito di Dracula. Attinge alla leggenda per farsi opera spero originale. Non possiede una vera e propria trama, è diciamo piuttosto un reticolo di flussi di coscienza intrecciati allo spirito poetico russo in congiunzione col patimento esistenziale delle anime e proprio i reflussi che la figura di Dracula mi inducono.</p>
<p><em><strong>I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere</strong></em><br />
Sì, ogni personaggio di tutti i miei libri fa parte di me, sono mie creazioni e dunque, anche involontariamente, presenta rispettivamente, seppur in maniera (im)percettibile o sfumata, degli elementi col mio carattere. Allorché, abbiamo Dracula, irascibile, malinconico, tetro e romantico, o una Mina insospettabilmente mascolina perché dotata di animo cinico, come sono più spesso gli uomini delle donne.</p>
<p><em><strong>Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi</strong></em><br />
Provo sempre non solo a cambiar registro stilistico ma anche a sperimentare nuovi generi. Ciò però non lo programmo. Appena inizio a scrivere un nuovo libro, lo stile adottato cambia automaticamente in base al tipo di trama e di genere, appunto, che sto trattando. Nasce dalla mia anima per pura fatalità. Prediligo comunque le storie forti, a tinte fosche, le storie misteriose, il noir, il giallo, le storie di orrore alla Edgar Allan Poe.</p>
<p><em><strong>Quali sono i tuoi progetti per il futuro</strong></em><br />
Ecco, sopra ho fatto cenno a Poe. Nei prossimi giorni, sarà disponibile in cartaceo il mio saggio su <a href="http://www.ibs.it/code/9788891143778/falotico-stefano/robert-de-niro-l-intoccabile.html">Robert De Niro</a>. Ma, assai presto, vorrei pubblicare un libro che evocherà uno dei grandi padri fondatori del brivido, Edgar Allan Poe, appunto, opera in cui tratteggerò dei racconti ispirati ai suoi famosi del terrore.</p>
<p><em><strong>Cosa consiglieresti a un autore esordiente</strong></em><br />
Innanzitutto di credere in sé stesso. E insistere anche se i primi tempi saranno difficilissimi. Mai abbandonare il proprio sogno e soprattutto il proprio manoscritto nel cassetto. Ma continuare invece a proporlo. Questo è il solo consiglio che mi sento di dargli. Ognuno ha il suo stile e sarebbe molto presuntuoso, da parte mia, indirizzarlo a migliorativi metodi di scrittura. Si affinerà a forza di scrivere, di sbagliare, rifare e ricominciare.</p>
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		<title>Il cadavere di Dracula</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2014 15:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il cadavere di Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Le mie opere]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula di Bram Stoker]]></category>
		<category><![CDATA[Francis Ford Coppola]]></category>
		<category><![CDATA[Gary Oldman]]></category>
		<category><![CDATA[Murnau]]></category>
		<category><![CDATA[Nosferatu]]></category>
		<category><![CDATA[Orlok]]></category>
		<category><![CDATA[Youcanprint]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il cadavere di Dracula: attraverso la mia nuovissima opera letteraria, decanto i sublimi migliori film sui vampiri della Storia del Cinematografo, come il Principe Vlad ritornato giovane di total bellezza Ebbene sì, mutevole ancora, imprendibile come solo una scheggia fugace d’alt(e)re emozioni può essere nella sua stessa essenza impercettibile eppur palpabilissima di superlativo piumaggio all’anima dorata, il qui presente&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=256">(more...)</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/bJ50XcYkkd8?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="//www.youtube.com/v/bJ50XcYkkd8?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<div id="attachment_257" class="wp-caption aligncenter" style="width: 1034px"><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=257" rel="attachment wp-att-257"><img class="size-large wp-image-257" alt="Addentando la vita nel suo romanticismo sanguinante" src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2014/03/Il-cadavere-di-Dracula-1024x766.jpg" width="1024" height="766" /></a><p class="wp-caption-text">Addentando la vita nel suo romanticismo sanguinante</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/cadavere-dracula-falotico.html"><b><i>Il cadavere di Dracula</i></b></a><b>: attraverso la mia nuovissima opera letteraria, decanto i sublimi migliori film sui vampiri della Storia del Cinematografo, come il Principe Vlad ritornato giovane di total bellezza</b></p>
<p>Ebbene sì, mutevole ancora, imprendibile come solo una scheggia fugace d’alt(e)re emozioni può essere nella sua stessa essenza impercettibile eppur palpabilissima di superlativo piumaggio all’anima dorata, il qui presente Falotico, nobile discendente d’una casta principesca di giammai morti, a furor del suo popolo inneggiante l’arte amatoria più divina della fantasia nostra mai doma e sempre più rinomata, con splendido, superbo candore mac(i)ul(l)ato alla sua carnagione pura di limpidezza sovrana e da sovrano, ancor soverchiando ogni regola conformista del normale, abietto <i>modus vivendi</i> dei pigri vostri esseri quotidiani, affaccendati sempre dietro bieche piccinerie degne sol del mio stonarvi a carica d’intonazione irosa, quindi riscoccante il libertario grido della potenza virtuosa imm(ac)olata al cuore più focoso, agli eletti ha regalato un’altra perla di rara magnificenza, come vuole appunto la tradizione del Dracula mio intinto nella ferocia abrasiva della sua vetustà lucente, ché sol toccarlo sareste indotti nella tentazione di sbranarlo d’infiniti e ardenti baci inesausti, coprendone poi lussuriosamente il corpo di vivifico innalzarci, in suo, dunque mio e così vostro sfrenato romanticismo, smunto a perdizione elevata in trono nostro perpetuo da vincenti funamboli della poesia più gioconda, fatiscenti ieri nel nostro rifugio da imperdonabili peccatori e domani ancor desti domatori a risvegliarvi dal sonno mortale dei vivi già periti, perché noi, a mio armonioso canto, siamo i cavalieri dei nostri suadenti, eccitanti, inarrestabili “cadaveri” da chi dapprima fummo segregati nelle bare degli orrori oscenamente erronei, a cagione della forca caudina dei bugiardi e dei cinici, e ora qui marmorei, intoccabili nei fervori più svenevoli di grandiosità.</p>
<p>Noi siamo, a mio comando, i poeti del tempo conturbante, rinnovandoci a ogni alba giovante e ringiovanente, eclissati perché non vorremo mai putrefarci come voi altri, quindi transilvanici eroi errabondi nel viaggio imperscrutabile da altre (s)ere non tetre e impietosamente ai vili non più tenere, da scoprire con letizia e gioie da tenebrosi anche sessuali, divoranti, ieri plumbei perché immalinconiti, al nero tramontanti e nauseati dal tedio delle sin troppo sciocche e abusate frivolezze inutili giornaliere e fintamente solari, domani soavi nel flusso etereo e vitale delle nostre irresistibili anime purpuree prosternate solo al liscio, morbidissimo, suggente fornicarci sanguigno in magmi vellutati, risorgenti e floridi della vita tutta d’immane lode stupefacente.</p>
<p>Ebbene, miei fratelli della congrega, un altro libro di ben 288 pagine, nella versione cartacea, ho pubblicato. Sul Kindle di Amazon è già disponibile se volete scaricarvelo, salvo congruo ma modico compenso, che allieterebbe le mie tasche da “russo”, e molto presto, questione di ore, non disperate suvvia, potrete averlo, previo sempre “<i>click</i>” (oggi, esiste anche PayPal, forza&#8230;) di pagamento buono e giusto, in eBook, dunque corrispettivo&#8230; ePub da Pdf in vostro <i>PC</i> a mio racimolar qualche soldino per almeno un discreto caffè. Non siate veniali, le mie vene da Dracula van irrorate di “trasfusione” monetaria. Non siate piccini, prodigatevi per la ca(u)sa del mio castello, altrimenti  Dracula potrebbe pianger miseria, macerarsi in un ostello di me dai debiti, scevri di freno, macellato e franare, oh, che delitto commettereste, esecrabile e punibilissimo, e poi peggiorare da cattivo crist(ian)o che rifiuterà anche l’ostia più friabile, perché non riesce a digerire neanche quella&#8230;</p>
<p>Dracula è fragile. Come tutti quando non può mangiare, miei morti e non solo di fame.</p>
<p>Ah, il Sole scotta! Il “riso” è cotto?</p>
<p>Prima che sarà messo in vendita nelle maggiori catene librarie, annesso ibs.it, ricordiamovelo, sì sì, sul sito di questa spettacolare casa editrice di <i>self publishing</i>, potrete già comprarlo. Non sono un accattone, ma dovete accattarlo. Altrimenti, le vostre anime pagheranno lo scotto della maledizione da “<i>Nosferatu</i>”. Non tutti i Nosferatu son benedetti dal miracolo del risveglio. Quindi, uomini avvertiti, mezzi salvati, come dice il detto, qui italiano veracissimo e non tanto transilvanico di muschi e verdure, del tal proverbio a noi tutti “utile”, cioè&#8230; (sentite come sto cercando “occultamente” di persuadervi, ah ah, ridacchio con canini affilati che potrebbero cariarsi se non avrò gli Euro necessari almeno per una pulizia ai denti annuale), in poche parole, pane al pane, vino al vino, se no sarà solo pena e neanche il “pene”&#8230;, accattare!</p>
<p>Su, non fate i carnali. Dai, dai.</p>
<p>Non siate sciacalli. Non cannibalizzatemi!</p>
<p>A parte gli scherzi, a parte quello che non lo comprerà e peste lo coglierà, senza sconti alla “cassa”&#8230; da morto, sì, lo seppelliremo nudo e crudo, senza troppe “cerimonie” e bare abbellenti, caro “bello”, tale è la sinossi, sempre da me, il Dracula, scritta di acuminata un po’ incazzatura eppur elegante f(r)attura.</p>
<p>Masticate la bellezza di queste parole indimenticabili, da incorniciare, da bacheca a scansione eterna&#8230;</p>
<p><i>Il mio castello s’erge trionfante e agghindato di foschie perenni, accucciato in una valle disperata, immalinconita all’erosione eterea della mia nobile decadenza notturna.</i></p>
<p><i> Mura sfavillanti di nera Luna impressa nel mesmerico profumo tenue e roccioso d’una pietra sacrale a perpetue folgori scagliate nell’antro di blasfema rinascenza&#8230;</i></p>
<p>Il mito di Dracula, attinto dal capostipite Bram Stoker e riletto in una versione sinuosa di liriche a glorificarne l’immortale Nosferatu. Creatura ancestrale, notturna, che al plenilunio danza coi lupi e con l’accorato romanticismo martoriato dalla morte della sua amatissima, mai dimenticata Mina. Dracula, imprigionato nel suo sarcofago, resusciterà in auge dall’antichità mefistofelica del suo corpo congelato, asperso in senile torpore gracchiante, per librarsi in svettante e risorgente furore, veleggiante coi suoi servi scudieri, al fine di sbarcare a Londra e poter riabbracciare la reincarnata sua eterna Mina&#8230; Un viaggio innanzitutto spirituale, una scandagliante esplorazione della sua anima, da un irredento, lungo sonno assopita nel buio del suo segreto eremo, per rifulgere solare o trafitta dall’insondabile balia dell’ingrato, maledetto, inestirpabile destino?</p>
<p><b>Ora, ho scritto balia e non oblio, e neppure bara, attenti!</b></p>
<p>A me non sfugge niente, ogni parola è studiata e calibrata con una precisione millimetrica e ferente, e qui ringrazio il mio correttore di bozze,<i> radar</i> vivente d’ogni refuso (in)visibile.</p>
<p>Ho scritto proprio balia. Sì, perché Dracula si “obnubilò” pur essendo nato nobile in quanto Iddio lo tradì e Mina, ingannata dai mori, si suicidò, distruggendo il suo core&#8230; ma Dracula, invero, non morì. Soltanto espiò, patì, si rattristì, si ritrasse, si ritirò, si rannicchiò e, dentro la ragnatela del dolore, profeticamente rinacque come quelle sempiterne del bel Danubio Blu&#8230; muoio, sì, se leggermente non oso e disosso, eh eh, di arcano, miei cani. E i lupi!?</p>
<p>Uh uh, <i>castello ululà, lupo ululì</i>.</p>
<p>Questo è <b><i>Frankenstein Junior</i></b> ma va benissimo, sì, facciamo di tutto un mostro, piccolo o grande che sia, una citazione ché il domani ancora sarà. Ah ah!</p>
<p>Dracula precipitò, cadde in una sorta di stato mentale da <i>ohibò</i>,  da“bimbo”, scusate, qui mi son sbagliato, limbo&#8230; da lindo.</p>
<p>E pareva non sarebbe mai più tornato fresco e pulito.</p>
<p>Bastava che si lavasse ogni tanto, invece di trascurarsi e rendersi oscurità. Uh uh.</p>
<p>Eh sì, ridotto in quello straccio,<i> ops</i>, scusate, volevo dire bruttino stato, non si poteva vedere. Eh no.</p>
<p>Invece tornò. E, con non tanto buona pace di chi lo tradì, che voglia(no) o no, li/lo torturerà.</p>
<p>Oh, lei è Luna. Il Sole mi fa le catture.</p>
<p>Abbaio nella bara. Sono il <i>babau</i> delle vostri maggiori paure.</p>
<p>Ebbene, torniamo a Londra, navighiamo verso la ritrovata Mina mia!</p>
<p>Tutti a pru(gn)a.</p>
<p>Eh eh.</p>
<p>Perché Dracula per anni invecchiò, assumendo una fisionomia, non solo esteriore ma di melanconia interiore, un aspetto vicino alla senilità.</p>
<p>Ma grazie al suo ingegno, a una buona razione di femmina&#8230;, irto ancora si elevò&#8230;</p>
<p>Come non poteva non drizzarsi? Eh no, per forza.</p>
<p>E qui, con enorme parsimonia, vi regala quasi tutto il primo capitolo.</p>
<p>A lei altro, ma questo non è “affare” che vi riguarda. No!</p>
<p>Lei, del mio, è riguardosa. Rosa e poi rossa, viola e poi il mio dentro vola&#8230;</p>
<p>Voi dovete pensare solo a sborsare. A incassare e a insaccarla ci pen(s)o io. Cazzo!</p>
<p>Perché egli è uomo di valore, egli è uomo di crociata. Di cappella! E voi, detrattori, che non riponeste fiducia in lui, brutti, schifosi impostori, sarà ora che incrociate le gambe.</p>
<p>Pregate!</p>
<p>Voi dovete pensare solo a sborsare. A incassare e a insaccarla ci pen(s)o io. Cazzo!</p>
<p>Perché egli è uomo di valore, egli è uomo di crociata. Di cappella! E voi, detrattori, che non riponeste fiducia in lui, brutti, schifosi impostori, sarà ora che incrociate le gambe.</p>
<p>Pregate!</p>
<p>1.</p>
<p><i>Solitudine, arcana litania</i></p>
<p>Eleganza slanciata, odo una pelle passionale, salsedine o iodio sensibile al plagiare con seduzioni maliziosissime, sbirci d’occhi lisci come sete di calza erogena, montagna di chete malinconica e, nel tremolio vago del mio imperterrito strofinarmi nelle angosce esistenziali, ergerai il Cuor a vessillifera valchiria d’orgasmi forestali nel bosco della fiammeggiante alba da sfociare, intrecciati, nel fluido armonico al Danubio blu empio, genuflesso alle castità rinnegate, all’impervio nuotar nottambuli nella viva esibizione di baci sofferti, calvari intrisi d’alcova che scivola acquatica e supina al letargo mio desto di vestaglia tua arpionata col gaudio sofisticato della libertà sovrana al Piacere (s)covato, al covo mio inchinato alle lussuose grazie muliebri e all’incantata folgore di te a me nudissima, in grazia del Dio che combatto nell’inquieto tormento?</p>
<p>Solitudine, innalzati in grembo e vivifica la salvezza a mia gioia divina!</p>
<p>Fuga e i sogni perduti, un’intensa Notte d’iraconda fame rovente, sguaiato fra lupeggianti torpori, an(s)imo d’ipocondria, di quando il senno, “smargiasso” di gioventù fervida, scolpito in mio volto irto di troppe nostalgie, arcaico è oggi Medioevo fratturato in pioggia a deturpazione delle verità seppellite.</p>
<p>Degli “armamenti” e dei bellicosi “ingegni” di “festeggianti” uomini “belli”, avvoltolati in bavagli malsani, sterile fragilità che incupiste col ricatto vanesio dell’amena “compostezza”, con la fradicia erotomania “guascona” di tutti “raggianti” ai balli damerini. Sfoggiati in monaci di legnos’apatia camuffata da trasparenze vostre “suadenti”.</p>
<p>Addentaste il mio volermi addentrare nel buio più perspicace, indagatorio al Tempo da non ammattire in tribù e sperpero dei tabù ossessivi, martellanti, onnivori e, da scoiattoli furbi di volpe-coda, uve già tumefatte. Agonie e brame, braciere d’incandescenza, candelabri asfissiati nell’onta dei vostri abominevoli peccati. Cranio rasato dell’anima mesta e in ghingheri al fuggitivo esservi non più in voi.</p>
<p>Sbiaditi come pipistrelli uccisi nella lor pelle che un Tempo volava simbiotica, accovacciati ora in fusa da gatti, coccolati dal tepore d’un mio rifugio in cui “dipanano” le ansie delle violenze sociali.</p>
<p>Già evoluti, a ugole limpide sfocate dalle striate amputazioni di questo Mondo insuperbito nel più ignobile sfregiare con la freccia appuntita dell’eloquio futile, delle chiacchiere sol allettanti all’ingurgitato e monotono castigarsi dietro, però, inezia che si concia a orgia.</p>
<p>Anni or sono, meditai un suicidio a disperazione dell’orgoglio mio che tanto sperò ma fu invaso da mostruose anime vostre, sporche e ancor echeggianti questo superato mio Tempo di addolorata e fuggiasca qui dimora.</p>
<p>Esondò, di scatto repulsivo, la propulsiva voglia di Luna, della quiete da sfamare nel pianto crocefisso ai nervi che strangolarono la mia “impercettibile” voce.</p>
<p>Carezzata, un miagolio d’emozioni ed estatica fulgidezza rinata dall’oscura paura annichilita da mio scavalcarne le orripilanti mura di sangue.</p>
<p><b>Il Cinema!</b></p>
<p>Amici, per celebrare questo evento epocale, imperdibile, citiamo a ragion veduta i tre più grandi film sui vampiri.</p>
<p>E bocca muta.</p>
<p><b><i>Nosferatu</i></b></p>
<p><b><i>Dracula principe delle tenebre</i></b></p>
<p><b><i>Dracula di Bram Stoker</i></b></p>
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