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	<title>Stefano Falotico &#187; Paolo Cristofaro | Stefano Falotico</title>
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	<description>La vetrina incantata di un Uomo al di sopra anche della sua anima</description>
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		<title>David Cronenberg, poetica indagine divorante su Radio Squillace</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2015 14:49:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[David Cronenberg poetica indagine divorante]]></category>
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		<description><![CDATA[Stavolta, dopo essermi cimentato con vari generi romanzeschi, già presentati qui, ad esempio, dal bravissimo Paolo, come “Il cavaliere di Alcatraz” e “La pallida ipocondria della Luna”, dopo numerosi saggi autarchici e personali su registi e attori, come i miei su Scorsese, De Niro e Nicolas Cage, ho di nuovo intrapreso e tentato la strada della saggistica, ribadisco, personale, eccentrica,&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=413">(more...)</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="font-size: 11px; padding-top: 10px; text-align: center; width: 560px;">Stavolta, dopo essermi cimentato con vari generi romanzeschi, già presentati qui, ad esempio, dal bravissimo Paolo, come “Il cavaliere di Alcatraz” e “La pallida ipocondria della Luna”, dopo numerosi saggi autarchici e personali su registi e attori, come i miei su Scorsese, De Niro e Nicolas Cage, ho di nuovo intrapreso e tentato la strada della saggistica, ribadisco, personale, eccentrica, fuori dai vetusti e noiosi schemi didattici o dalle faziose agiografie pedanti e appunto seriosamente celebrative. Concentrandomi, “bizzarramente”, in questo caso, sull’immenso cineasta canadese David Cronenberg e, come “evidenziato” dal sottotitolo, “Poetica indagine divorante”, analizzando la sua arte filmografica, il suo <i style="font-size: 14px; line-height: 1.5;">excursus</i> registico e la sua linea direttoriale in modo, ripeto, sempre agganciandomi, a filo diretto pulsante, sentito, vissuto “a istintiva pelle” d’ammiratore suo sconfinato, legandomi anche alla mia di poetica, così come rimarco con questo “Poetica”&#8230;, appunto, a sottotitolo, sottolineo, eloquente.</div>
<p>Dunque, se da un lato, naturalmente, non trascuro da impegnato recensore la sua filmografia, sviscerando il suo stile in maniera composta e non faceta, ho d’altro canto provato ad abbinare le opinioni sui suoi film e le mie considerazioni sulla sua linea registica, a introspezione, diciamo, speculare perfino di me stesso. In un processo identificativo regista-spettatore e viceversa, per fondere il mio spassionato amore, la mia infinita venerazione per Cronenberg, alla voglia di “scoprirci” assieme da “colleghi”, oserei dire, della stessa professione artistica, il Cinema. Lui, da direttore e geniale inventore di storie che trasforma in magnifiche immagini in movimento, io da osservatore-amante che, adorandolo, vuol vedervi in profondità coi miei occhi, elaborando il suo Cinema a gusto anche unicamente “proporzionato” a come io lo vedo ed enormemente lo ammiro.</p>
<p>Sperando che anche il potenziale lettore possa vedere il/al suo Cinema con sguardo/i nuovi.</p>
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		<title>Letteratura? Le riflessioni degli autori</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 17:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=339" rel="attachment wp-att-339"><img class="size-full wp-image-339 alignnone" alt="Lupo " src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2014/10/Lupo-2.jpg" width="1142" height="1906" /></a></p>
<p>Nel giro di pochi anni, sfoglio il mio “catalogo” e “rinvengo” molti libri pubblicati a mio nome. Al che, riflettendo, davanti a uno specchio che, soavemente, rimanda la mia immagine, appunto riflessa, m’accorgo di <i>essere-non essere</i> uno scrittore, parafrasando <i>Shakespeare </i>e il suo celebre monologo <i>amletico</i>. E, scrutando questa mia immagine, io stesso prendo coscienza che il mio essere è stato e sempre sarà in cangevole, danzante, frenetico, perpetuo mutamento. Osservo i miei occhi in tal “vitrea” rinomanza di me specchiato, e “annuso” la mia anima, la indago, inabissandomi nelle ragioni, anzi regioni, forse arcane, insondabili e misteriose che, quasi inconscia-mente m’han portato a svelarla, a scandagliarla e, sì, “denudarla” nei miei scritti. Scrittura, e dunque letteratura, come forma personale di eterna, continua indagine. Come perenne voglia “matta” di scorporarmi, oserei dire, di esternarmi in emozioni, appunto, scritte. Letteratura come taumaturgico modo di veder coi miei occhi proprio il mondo, come analisi infinita e mai doma di riflettere su esso e riflettermi io stesso nel mondo. Come emozionalità del mio io che guarda col suo sguardo, sta in “guardia”; si trincera nella sua intimità, alle volte timida, e non “parla”, non dice, poi all’improvviso mi “esterno”, mi rendo anima e scrivo, “narro” di quel che sento, di quel che vedo, cambiando sempre, di quel che vivo.</p>
<p>Letteratura come vita.</p>
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