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	<title>Stefano Falotico &#187; Il cavaliere di San Pietroburgo | Stefano Falotico</title>
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	<description>La vetrina incantata di un Uomo al di sopra anche della sua anima</description>
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		<title>Il cavaliere di San Pietroburgo e ringraziamenti</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 08:53:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Immagini da me accuratamente scelte si dipanano nella vastità della mia immaginazione che, senza fronzoli, arrotolata e quindi poi distesa lungo i corridoi della mia fantasia briosa e anche “rabbrividente”, innervata a magma di un’altra pindarica creazione soave come cieli madidi di speranza non fuggevole, ha partorito quest’altro filmato incantato, duro come il diamante più puro, in “concomitanza” con l’ardito&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=620">(more...)</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=621" rel="attachment wp-att-621"><img class="aligncenter size-full wp-image-621" alt="cavaliere di san pietroburgo booktrailer" src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2016/11/cavaliere-di-san-pietroburgo-booktrailer.jpg" width="839" height="471" /></a></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/fyR7XTv1hp4" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Immagini da me accuratamente scelte si dipanano nella vastità della mia immaginazione che, senza fronzoli, arrotolata e quindi poi distesa lungo i corridoi della mia fantasia briosa e anche “rabbrividente”, innervata a magma di un’altra pindarica creazione soave come cieli madidi di speranza non fuggevole, ha partorito quest’altro filmato incantato, duro come il diamante più puro, in “concomitanza” con l’ardito Daniele Fiori che, con la solita precisione millimetrica, calibrata di gusto superiore, ha immortalato la mia voce narrante nel flusso di quadri, potremo dire, pittorici che racchiudono nelle lor viscere calde e roventi la sprigionante mia opera letteraria. Un libro che enuclea la mia essenza e qui, asciugato in un <i>trailer</i> potente come un papa russo, si fa musica intrecciata alla mia gola roca e anche supremamente morbida, nel colorarsi di nerezza e, com’un arcobaleno pungente di variopinta eccentricità marmorea, si leviga in questi minuti tesi nella <i>suspense</i> della creta romantica più linda di raffinato splendore.<br />
Ancora grazie a me e a Daniele, maestro dei fotogrammi immaginifici, amante, come me, della prosa poetica e della sua incarnata bellezza autarchica. Libera da tutto e libera di volare al(a)ta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il cavaliere di San Pietroburgo, recensioni notevoli da IBS.it</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2016 14:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, con un orgoglio appunto davvero tale in quanto inorgoglito già del suo baldante esser su, dopo aver mangiato giù, cioè nella locanda rimestante i miei tanti cibi di stati mentali “esagitati”, andando nei pressi di IBS.it, ho “rinvenuto” tali recensioni che qui “allego” in memoria dei posteri, recensioni da affissione, da “posterizzare” per un futuro che, calmato dai ribollire&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=596">(more...)</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=597" rel="attachment wp-att-597"><img class="aligncenter size-full wp-image-597" alt="cavalieredisanpietroburgo IBS" src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2016/08/cavalieredisanpietroburgo-IBS.jpg" width="1745" height="745" /></a>Oggi, con un orgoglio appunto davvero tale in quanto inorgoglito già del suo baldante esser su, dopo aver mangiato giù, cioè nella locanda rimestante i miei tanti cibi di stati mentali “esagitati”, andando nei pressi di IBS.it, ho “rinvenuto” tali recensioni che qui “allego” in memoria dei posteri, recensioni da affissione, da “posterizzare” per un futuro che, calmato dai ribollire di “metodiche” ansie spesso (avita)bili, mi rincuorerà per attracchi speranzosi in lidi più lindi e più gioviale “commestibilità” di me, adesso spesso (so)speso nella <i style="line-height: 1.5;">suspense</i> dell’incertezza d’un vivermi quotidiano sempre (in)certo.</p>
<p>Recensioni entusiastiche di questa mia opera che sempre conserverò nel cor(po), lontana dai soliti corpi, immersa nei bui corridori, no, corridoi d’una vaga spensieratezza “ansiogena”, opera composita e composta di molti st(r)ati variegati, frammentata in aneddoti apparentemente<i> nonsense</i> e “soggiogata” alla mia volontà che così fosse, sia e sarà.</p>
<p>Recensioni “femminili”, di rara delicatezza che carpirono il senso non capibile subito del romanzo, del terzo di questa mia trilogia&#8230;</p>
<p>Due recensioni enormemente positive:</p>
<p>Miriam (19-08-2016)</p>
<p>Clint e i suoi disperati seguaci li possiamo vedere ogni giorno, sono gli artisti di strada che suonano liberi, gli emarginati che si riuniscono di notte e si raccontano gli espedienti del giorno, quelli che rinunciano al posto in banca per girare il mondo a piedi con uno zaino. Il luogo non ha importanza, potrebbe trattarsi di un villaggio nella savana africana, o di una favela ai margini di Rio. In questo libro, è inutile cercare un filo logico tra le dissertazioni di Clint, i racconti, i sogni, niente è logico. Non esiste nesso tra causa-effetto, tesi e antitesi, dimenticate Cartesio e la logica del pensiero che forma l’esistenza. Qui è il contrario, l’esistenza determina il pensiero, i ricordi, le disavventure, la carnalità esasperata, la visione dell’Altissimo mescolata al più infimo inferno quotidiano. L’esistenza di Clint è in continuo divenire, un fiume che scorre e che non è mai uguale a se stesso, che procede senza direzione perché non sai dove ti può portare cercare la verità. Falotico ha una visione del mondo onirica, tenebrosa, non legata assolutamente alla realtà. Rifiuta questa società mercificata, da cui si sente escluso peraltro, e lo manifesta nella scrittura, fa proprie regole di linguaggio nuove, inusuali, alterna capitoli a filastrocche, ricordi di cinema, parabole, obbliga a salti di stile, rende la lettura dei suoi libri un’esperienza emozionale, non solo letteraria. Al di là degli eccessi linguistici, del linguaggio a volte troppo sofisticato e della volgarità per me sempre inopportuna, Il Cavaliere di S. Pietroburgo è un libro che segna profondamente il lettore, una ricerca continua dell’anima, a cui oggi non siamo più abituati.</p>
<p>Voto: 3 / 5</p>
<p>Adele (19-08-2016)</p>
<p>Mi sono imbattuta di nuovo in un libro di Stefano Falotico, il terzo della trilogia di Clint e sono rimasta avviluppata, imbrigliata, come al solito, in un flusso di pensieri, riflessioni, parole confuse che all’inizio sembrano non avere un senso. Clint si trova a S. Pietroburgo rifugiato in una chiesa sconsacrata, col suo seguito di anime perdute in cerca disperata di una guida. La trama è molto esile, uno dei suoi viene assassinato e Clint parte alla ricerca dell’assassino, per vendicare la morte dell’amico. Ma il libro non parla di questo, la ricerca è un pretesto, un punto di partenza per un viaggio introspettivo, in cui realtà e sogno sono confusi, forse i sogni sono più reali della realtà. Clint, Cavaliere, Principe, anima eletta a guida, avverte la missione di cercare l’assassino, ma più che altro di avvicinarsi a Dio, di portare il Verbo sulla terra. Il suo Dio non si trova nelle chiese, difatti si rifugiano in una chiesa sconsacrata, ma fuori, per il mondo, è un dio fatto di sangue e carne, che puoi trovare agli angoli delle strade, con cui litigare, urlare la tua rabbia, ma sempre confidando nella Sua parola, unica salvezza.</p>
<p>Clint è un&#8217;anima in cammino, rifiuta questa società mercificata, non vuole essere inquadrato, omologato. Si crede portatore di verità, ma alla fine dirà amaramente che è solo un uomo che non ha nessuna verità. Dopo giorni di ricerca vana ha la rivelazione, Dio ha voluto che girasse a vuoto, ma la soluzione era a portata di mano Clint, trova l’assassino ma non si vendica, la sua non è la sete di vendetta cruenta che si aspettano i suoi. La sua vendetta sarà liberare l’anima dell&#8217;assassino, portare allo scoperto i suoi rimorsi e lasciarlo solo con se stesso. Deciderà lui cosa fare, e sia fatta la volontà di Dio. In mezzo a tutto questo troviamo considerazioni sul significato di vivere, sulla politica che ci opprime non facendoci sentire liberi, sul consumismo che ci fa desiderare cose di cui non abbiamo affatto bisogno.<br />
Voto: 4 / 5</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Eliano Bellanova recensisce Il cavaliere di San Pietroburgo</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2016 07:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Corte russa di San Pietroburgo all’epoca dell’Imperatore Nicola II, l’ultimo Zar travolto dalla Rivoluzione bolscevica, era definita un “giardino di ciarlatani”. Tuttavia conservava intatto il ruolo di grande capitale di un Impero che volgeva alla fine. San Pietroburgo e Vienna erano capitali di due grandi Imperi che avevano segnato e… sottolineato la storia. Ambedue erano città pregne di misteri&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=591">(more...)</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=592" rel="attachment wp-att-592"><img class="aligncenter size-full wp-image-592" alt="Eliano Bellanova, Il cavaliere di San Pietroburgo" src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2016/08/Eliano-Bellanova-Il-cavaliere-di-San-Pietroburgo.jpg" width="1387" height="705" /></a></p>
<p><span style="line-height: 1.5;">La Corte russa di San Pietroburgo all’epoca dell’Imperatore Nicola II, l’ultimo Zar travolto dalla Rivoluzione bolscevica, era definita un “giardino di ciarlatani”. Tuttavia conservava intatto il ruolo di grande capitale di un Impero che volgeva alla fine. San Pietroburgo e Vienna erano capitali di due grandi Imperi che avevano segnato e… sottolineato la storia. Ambedue erano città pregne di misteri e, mentre Vienna aveva visto uscire il feretro di Francesco Giuseppe, “colpevole” di aver regnato ben 68 anni, San Pietroburgo vide uscire, sotto la forzata “deiscenza” scatenata dall’impulso rivoluzionario, Nicola II e tutta la famiglia Romanov, per finire i loro giorni ad Ekaterinburg sotto il colpi dei rivoluzionari proletari. Imbevuti di teorie marxiste-leniniste, i rivoluzionari di “Ottobre” travolsero i resti di quello che fu uno dei più potenti Imperi del mondo. … San Pietroburgo è il simbolo dell’estremismo, delle tenebre e del crepuscolo per il Cavaliere, che fugge da Alcatraz alla ricerca di una nuova dimensione: latitudini e longitudini diverse che sembrano mirabilmente intersecarsi, contro ogni logica geometrica, astronomica e geofisica. Clint, il personaggio che oscilla fra la determinazione e la “funambolia”, approda in un’aurora boreale di sogni “travasati” in una natura che coniuga mirabilmente il sacro al profano.</span></p>
<p>“San Pietroburgo, la città dei segreti imperscrutabili, il crocevia di tante marmoree storie angeliche e madre d’altrettanti diabolici sotterfugi gelidi, la città di Cristo crocifisso al centro magmatico del nostro pazzo, stupendo mondo stravagante, del suo “menestrellante” esser sfera vitale, primigenia mela d’ogni originario, inviolato, original Peccato di Dio l’Altissimo e intoccabile” – così, in un tratto di penna “artistico” l’Autore scolpisce sul “marmo del suo libro” l’antica, fascinosa città, che un tempo si era opposta, come invalicabile baluardo, alle invasioni d’oriente e d’occidente, dimostrandosi un crocevia di scontri e incontri d’ogni genere. Il neo-Artù, Clint, il Cavaliere epico senza macchia e senza peccato (come si sarebbero espressi i cantori del Medioevo) è il messaggero di una “sua divina” libertà, che passa “impunemente” dalla verminosa periferia alla catarsi delle chiese, della crocifissione di Gesù Cristo. Clint passa dall’osservazione all’annunciazione profetica, dal “grigio quotidiano” ad un “aldilà immanente”, perché egli, forse, non è né ateo, né credente, né scettico, né bigotto. È uno spirito libero e gli spiriti liberi, quando passano all’azione, rischiano perfino il carcere, come un “Cristo in mutande”, che, teso all’estremo, non sopporterà soltanto la croce, ma anche una specie di trapasso nella “luciferazione”. Il passaggio è reso dall’Autore sotto forma di favola e, forse, è la prima volta nella letteratura che la filosofia “trasmigra” nella favola: un modo semplice e complesso di trasferire il pensiero presso “l’inclita e il volgo” senza alcuna differenza fra loro. E siccome la vita è danza e musica, la tempesta ormonale per Stefano Falotico passa attraverso la danza e la musica, dove il corpo “si intellettualizza” per divenire armonia proibita e sensualità materiale e morale. Nello scorrere degli eventi scorgeremo anche l’illogica “logica” del delitto, una sua ragion d’essere “assurda” e struggente, fino alle tentazioni, al peccato e, infine, all’astrazione. … perché, dopo tutto, l’uomo è un’astrazione, un pensiero-mezzo, una partenza e un arrivo, i cui confini non sono definiti, neppure dalla “fine della notte”.<br />
Quando i discepoli chiedono a Clint dove siano diretti, ottengono la controversa risposta della mancanza di una direzione esatta, perché nella vita non c’è una direzione esatta, se non nel momento in cui essa sia asservita alla mediocrità e alla monotonia del quotidiano “stanco”. La risposta stende mura invalicabili di fronte al reale pensiero del Cavaliere, forse perché egli comprende che il popolo non è chiamato a capire, ma a seguire. Se il popolo, infatti, fosse indotto a “capire”, il cammino dell’umanità si arresterebbe per troppo tempo, tarpando le ali al progresso e al pensiero stesso. … e cosa resterebbe della comprensione, dell’intelligenza, del lungo cammino, se non il “vulcano demoniaco” (S. F.), il Cristo che si rivela come un nano, forse come un “nano sulle spalle di un gigante”?&#8230; anche nella Creazione vi sono enigmi, frammenti, un insieme di “raccolte” lungo il cammino della nostra esistenza. Il Cavaliere di San Pietroburgo raccoglie e lascia per la via, si purifica in una catarsi “estrema”, … egli il Maestro, la Verità “sommersa”, il destino vagante nella notte e “speculante” nel giorno, come un neo-Diogene, che vaga e cammina… compie… … il cammino costante che conduce alla “fine, la morte, la sepoltura e l’inizio della nuova speranza”. … ma le sacre scritture hanno detto forse tutto questo? E la congiunzione fra l’ateo, il profano, il credente, il bigotto, il sognatore, lo scettico… non passa attraverso fughe, misteri, fraintesi (la stessa vita non è forse un frainteso?). E la libertà… non è, a sua volta, un frainteso? E la virtù non è forse noiosa e pedante? E la follia non esprime forse la natura intimamente irrazionale dell’uomo? È necessario essere “Cavalieri” per fuggire dal quotidiano del “serpente” per accettare il cangiante evolversi delle aquile. La montagna e l’abisso… non sono forse due facce della stessa medaglia? E quando avremo scoperto tutto ciò… non troveremo che Clint – con le sue follie, i suoi paradossi, le sue tristezze, i suoi “silenzi” intercalati da parole “sospese” – rappresenti l’incisione della vita nelle pieghe e nelle piaghe del quotidiano “magico”?<br />
“Il cavaliere di San Pietroburgo” è quindi la vita che, dalla brama e dai desideri, passa alla catarsi e al tramonto come anelito di speranza nel futuro, “tacite gementes tristam fortunae vicem” (Fedro – piangendo in silenzio il triste mutamento della fortuna).</p>
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		<title>Il cavaliere di San Pietroburgo, edizione cartacea</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2016 07:17:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi, 2 Giugno 2016, in questa festa della Repubblica italiana, festeggio la mia libertà di scrittore pen(s)ante col mio nuovo, va detto orgogliosamente, capolavoro letterario, da oggi appunto disponibile nel mio profilo autore di Youcanprint Edizioni, disponibile in cartaceo al prezzo giusto, inevitabile, vista la mole di lavoro di pagine, impaginato e pregiata fattura, copertina lussuosa compresa. Se volete, e&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=581">(more...)</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=582" rel="attachment wp-att-582"><img class="size-full wp-image-582 aligncenter" alt="cavaliere di san pietroburgo" src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2016/06/cavaliere-di-san-pietroburgo.jpg" width="770" height="850" /></a></p>
<p>Oggi, 2 Giugno 2016, in questa festa della Repubblica italiana, festeggio la mia libertà di scrittore pen(s)ante col mio nuovo, va detto orgogliosamente, capolavoro letterario, da oggi appunto disponibile nel mio profilo autore di <a href="http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/il-cavaliere-di-san-pietroburgo.html">Youcanprint Edizioni</a>, disponibile in cartaceo al prezzo giusto, inevitabile, vista la mole di lavoro di pagine, impaginato e pregiata fattura, copertina lussuosa compresa.<br />
Se volete, e mi farebbe enorme piacere madido di contentezza, potete già acquistarlo. Per un cartaceo sfavillante che promette, in un immediato futuro, altre prospettive avventurose. Fatevi guidare da Clint e dalla sua congrega. Il cavaliere di San Pietroburgo!</p>
<p>Ebbene, fratelli della congrega come i congreganti di/a Clint, ecco la mia nuova, magnificente opera, frutto d’una mia mente prelibata, delicata, alle volte “bassa”, spesso altolocata. Sicuramente, ancora non nel loculo. Opera meditativa, “vendicativa”, ragionata e ponderata, giammai di freddezza calcolata, sinuosa, flessuosa in pregiate pagine morbide, non ancora morte seppur in esse vibrano stati di forza imperitura ed energica possanza di mie eleganti rinomanze. Opera che s’è costruita nel tempo delle mie tempie, introflessa in questa società di molti fessi, riflettente l’odierna, turbante decadenza. Turbo-lenta! Opera scissa fra i tormenti esistenziali e le paure intrinseche d’ognuno di noi, introiettate nell’an(s)imo poderoso di Clint, uomo per antonomasia lib(e)ro-vivente, creatura d’altra epoca e altra natura altera, forse ateo o probabilmente credente, non di certo cedente. Scoprirete in queste pagine di raffinata fattura gli abomini di un malvagio che commise un esecrabile crimine, e v’immergerete negli ansiti punitivi di quattro uomini agli ordini di Clint. Per addivenire alle cause del re(at)o, sconfessarlo e imprigionarlo alle sue “suicide” responsabilità sudicie, poiché costui d’un assassin(i)o immondo si macchiò. Opera filosofica, (im)morale, spensierata e candida, quindi veloce nello squittire il suo “scatto” felino, credo anche ferino. Insomma, alla Falotico. Compratela e “bevetevela” tutta, questa è la mia opera offerta in remissione dei peccat(or)i. Scrivere è la mia missione. Con questa missiva, sto già preparando, come un missile, la mia prossima, dinamica beltà. Incantatevene e, come Clint e i suoi fratelli, non alle ottusità incatenatevi. Scatenat(v)i.</p>
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		<title>Il cavaliere di San Pietroburgo, presentazione fastosa</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2016 07:27:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Una caratteristica mia peculiarissima, che mi contraddistingue dall’affannoso materialismo borghese, a me indigesto, lontano anni luce dalla mia visione “plateale” della vita, è la capacità sempre, “irreversibile”, di sopperire alle mie “precarietà” esistenziali, sì, una resilienza spasmodica e giammai arresa ai luoghi comuni, col virtuosismo mio mentale, elasticissimo. Che (di)vaga fra mille e più avventure della mia anima,&#8230; <a href="http://stefanofalotico.com/?p=573">(more...)</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=574" rel="attachment wp-att-574"><img class="aligncenter size-full wp-image-574" alt="Morning at the Cathedral" src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2016/05/Il-cavaliere-di-San-Pietroburgo.jpg" width="5921" height="3855" /></a></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Una caratteristica mia peculiarissima, che mi contraddistingue dall’affannoso materialismo borghese, a me indigesto, lontano anni luce dalla mia visione “plateale” della vita, è la capacità sempre, “irreversibile”, di sopperire alle mie “precarietà” esistenziali, sì, una resilienza spasmodica e giammai arresa ai luoghi comuni, col virtuosismo mio mentale, elasticissimo. Che (di)vaga fra mille e più avventure della mia anima, nata creativa e, nonostante molte batoste, non ancor “arenatasi” alle cer(tezz)e d’un mondo assai ottuso e, contro quelli come me, belligerante di stolte, “omicide” (pres)unzioni.</p>
<p>Io son lo strampalato per antonomasia, la mente che si fa fantasia e in essa viaggia a velocità portentosa, sguazzando remoto dalle mentalità bacate e rigidamente fasciste, dalle vecchiaie precoci, <i>ahimè</i>, d’una generazione che non m’appartiene e di cui non condivido un beneamato cazzo.</p>
<p>Emblematico, “rasento” ben rasato, <i>ah ah</i>, la “pazzia” che diviene magnificamente gioia pazza, e in piazza, in mezzo a voi, i veri pazzi, “vendo” il mio talento con <i>nonchalance</i> da far (spa)vento. Sorvolo lindo i lidi più entusiastici del mai esser stat(ic)o&#8230;, ed entusiasta gioisco con furente “nostalgia” del tempo non ancor andato via. Acchiappandolo per la sua “criniera” più leonina così come, parimenti, l’è il mio leonino “immedesimarmi” nella guascona ilarità, smorendo quando le persone lamentose, dalle vi(t)e insoddisfatte, vorrebbero “incanalarmi”, ricattarmi e ingabbiarmi in “schemi lavorativi” della lor fissazione “produttiva”, disdegnando il mio essere librante e libero, e presumendo di volerlo appunto “incriminare” addirittura di “malasanità” mentale al fine d’irreggimentarmi in reparti coercitivi della vastità mia accorata, “ancorata” all’infinito e vulcanico partorire rilucenti opere letterario-“cinematografiche” d’inestimabile e unicissimo valore indiscutibile. Con “buona pace” della lor panza e delle meschinità sempre loro che stan alla base marcia dei (pre)giudizi non “abbindolandomi&#8230;”. Smuoio apparentemente per perennemente rinascere ancor più forte nella mia radicata, inestirpabile (dis)illusione che nessuno di quelli come me s’attenuerà nell’attenersi triste-mente a questa gente che vorrebbe atterrirci e persino, con le lor illazioni rabbrividenti il nostro onore al(a)to, terrorizzarci nel fiato.</p>
<p>Da questa mistura di (d)elusioni “deglutenti” la bellezza dello schierarsi contro, da questo mio “isperar” permanente, fatiscente a volte quando mi rannicchio nella malinconia più “prona”, risplendente quando m’accorgo che son gli altri, appunto, ad aver torto, squittisce, cresce, si rinvigorisce il mio an(s)imo poderoso e folgorante. Illuminandomi di quel genio, già in me insito, che ogni giorno più si “ramifica” in nuove creazioni (alti)sonanti, laddove, irraggiungibile, sfioro e poi agguanto vertici inarrivabili d’estasi, d’armonia solare, di contemplativa grandezza spaziale, di musicalità liquida del mio cuore non alle scemenze infrantosi ma maggior-mente fiero e “ferino” nell’ascendente rafforzarsi. Sì, un’esplosione irriducibile di languida maestosità.</p>
<p>Allorché, ecco il mio (ri)creare la “creatura” Clint, libertario uomo “nudo” in mezzo alle sconcezze d’un mondo così “(e)retto” nelle sue delinquenziali “credenze” fallaci, un uomo “farlocco”,<i> falotico</i>, dall’anima abbracciante tuti i suoi fratelli della congrega “di sangue”.</p>
<p>Leggetelo e ricordate che un mio libro vale più di tante fredde “educazioni” squallide.</p>
<p>In me vige la veggenza d’un enorme profeta brillante.</p>
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		<title>Il mestiere dello scrittore è come quello di un grande attore</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2016 09:12:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Il cavaliere di San Pietroburgo]]></category>
		<category><![CDATA[attore]]></category>
		<category><![CDATA[Marlon Brando]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[Un tram che si chiama desiderio]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=571" rel="attachment wp-att-571"><img class="aligncenter size-full wp-image-571" alt="Marlon Brando" src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2016/05/tram_36.jpg" width="524" height="655" /></a></p>
<p>Oggi, 23 Maggio di questo (ir)ridente anno, speriamo buon ano, 2016, il sottoscritto Stefano Falotico ha completato, assieme al suo instancabile, mirabilissimo e affidato <em>editor</em>, la “redazione” improba e gl’impaginati mostruosamente “complicati” del suo nuovo, sfavillante, marmoreo, crepuscolare, macabro e misterico <em>Il cavaliere di San Pietroburgo</em>, terz’avventura importante e non ridondante, gotica, ancestrale, lugubre-cupa, (in)vereconda, e giammai manieristica, di Clint e dei suoi fratelli della congrega, già “raccoltisi” nel capostipite <em>Il cavaliere di Alcatraz</em> e ne <em>Il cavaliere di Parigi</em>.</p>
<p>Compito arduo, “ingrato” quello dello scrittore che, dal nulla, magicamente crea una storia, una trama fitta di “garbugli” e “sotterfugia” con la sua coscienza per addivenire al bandolo della matassa, cioè un’organizzazione quasi “filmica” delle sue emozioni impresse meramente nero su bianco per “impressionare”, si spera positivamente, il futuro e potenziale lettore, mi auguro acquirente.</p>
<p>Copertina da scegliere, per un’immagine che si stampi&#8230; presto nella memoria e sia fortemente “robusta” per poter attrarre. Ecco i <em>font</em> a tua creazione immaginifica, di Castellar o Garamond Light. E lo sfondo che è poi il libro, presto in vendita, nei vari formati, da me scrupolosamente redatti e corretti, in Kindle-Amazon, cartaceo pregiato di plastificazione opaca in formato tascabile maneggevole, ed ePub.</p>
<p>Dietro vi sta una fatica enorme. Insomma, ogni volta che si crea un romanzo, ecco, è come cimentarsi in una recitazione di sottile raffinatezza e puntualissima precisione alla Marlon Brando.</p>
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		<title>Il cavaliere di San Pietroburgo, presto nelle migliori librerie</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2016 16:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il cavaliere di San Pietroburgo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Falotico]]></category>
		<category><![CDATA[Tu chi sei?]]></category>
		<category><![CDATA[Anticipazione]]></category>
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		<category><![CDATA[David Lynch]]></category>
		<category><![CDATA[Inland Empire]]></category>
		<category><![CDATA[Jermy Irons]]></category>
		<category><![CDATA[Libro]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://stefanofalotico.com/?attachment_id=568" rel="attachment wp-att-568"><img class="aligncenter size-full wp-image-568" alt="03615103" src="http://stefanofalotico.com/wp-content/uploads/2016/05/03615103.jpg" width="655" height="443" /></a></p>
<p>Attualmente, io e il mio Sancho Panza, lo stiamo editando. Lungo romanzo fiume, anzi, un profluvio d’emozioni messe nere&#8230; su bianco, sì, storia che s’origina da una chiesa sconsacrata in quel della città “santa” e poi un macabro crimine a funestare l’an(s)imo della congrega raccoltasi in Clint il libertario, l’uomo “spoglio” dirimpetto all’atterrente realtà eppur maestosa nelle sue trame, appunto, complicate, cupide, immerse nella tenebra della tetraggine malinconica e della speranza risonante.</p>
<p>Un libro ardito, come tutti i miei, che s’inoltra nello “iato” della notte rifiatante, cavallerizza, nuvolosa, uggiosa, ai piedi d’una metropoli oramai occidentalizzata e mai così fosca. Sprazzi di vita subito calpestata dalla durezza d’una società impazzita, che si disgrega proprio nel tradimento scellerato d’un fratello di sangue della congrega, da tal reato nei cor(p)i dissanguata.</p>
<p>Non posso anticipare altro, spero che, appena pronto, lo comperiate.</p>
<p>Intanto, se vi son scappati, vi “intimo” a prendere quanto prima il capostipite <i>Il cavaliere di Alcatraz</i> e il secondo “episodio”, <i>Il cavaliere di Parigi</i>.</p>
<p>Son tutte avventure che non potete perdervi nella nostra, vostra (r)esistenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">di Stefano Falotico, natural-mente</p>
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