David Cronenberg, poetica indagine divorante su Radio Squillace

Stavolta, dopo essermi cimentato con vari generi romanzeschi, già presentati qui, ad esempio, dal bravissimo Paolo, come “Il cavaliere di Alcatraz” e “La pallida ipocondria della Luna”, dopo numerosi saggi autarchici e personali su registi e attori, come i miei su Scorsese, De Niro e Nicolas Cage, ho di nuovo intrapreso e tentato la strada della saggistica, ribadisco, personale, eccentrica, fuori dai vetusti e noiosi schemi didattici o dalle faziose agiografie pedanti e appunto seriosamente celebrative. Concentrandomi, “bizzarramente”, in questo caso, sull’immenso cineasta canadese David Cronenberg e, come “evidenziato” dal sottotitolo, “Poetica indagine divorante”, analizzando la sua arte filmografica, il suo excursus registico e la sua linea direttoriale in modo, ripeto, sempre agganciandomi, a filo diretto pulsante, sentito, vissuto “a istintiva pelle” d’ammiratore suo sconfinato, legandomi anche alla mia di poetica, così come rimarco con questo “Poetica”…, appunto, a sottotitolo, sottolineo, eloquente.

Dunque, se da un lato, naturalmente, non trascuro da impegnato recensore la sua filmografia, sviscerando il suo stile in maniera composta e non faceta, ho d’altro canto provato ad abbinare le opinioni sui suoi film e le mie considerazioni sulla sua linea registica, a introspezione, diciamo, speculare perfino di me stesso. In un processo identificativo regista-spettatore e viceversa, per fondere il mio spassionato amore, la mia infinita venerazione per Cronenberg, alla voglia di “scoprirci” assieme da “colleghi”, oserei dire, della stessa professione artistica, il Cinema. Lui, da direttore e geniale inventore di storie che trasforma in magnifiche immagini in movimento, io da osservatore-amante che, adorandolo, vuol vedervi in profondità coi miei occhi, elaborando il suo Cinema a gusto anche unicamente “proporzionato” a come io lo vedo ed enormemente lo ammiro.

Sperando che anche il potenziale lettore possa vedere il/al suo Cinema con sguardo/i nuovi.

Intervista a cura de “Il Mondo dello Scrittore” per Mister Black, racconti neri

 

Intervista a Stefano Falotico, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreMisterBlack
Bene, qui, mi son voluto cimentare con brevi racconti neri, in stile Poe, soffici però, sebbene alcuni possan apparire inquietanti, affoga(n)ti nel buio più pece senza pace. Ed è un bene! An(s)imati da un terror di bri(vid)o, come dico io, esploranti il nostro animo tetro, cupido, mostruosamente (dis)umano, esoterico, (im)prevedibile, visionario.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Qui, mi sono ispirato alle fiabe nere, appunto, della mia e nostra infanzia. Raggrumandole, diciamo così, in modo sanguigno per sfumarle fra babau e spauracchi, incubi a occhi aperti e seduzioni mor(t)ali. Finché morte, come dico io, non ci s(e)pari! Cala il sipario. Evviva, nel palcoscenico, il fantasma meno osceno dei viventi morti!

Parla della trama del tuo libro
Ogni piccolo racconto ha una trama a sé. Svario da un racconto persino, oserei dire, erotico, osé, a uno picaresco, di avventura. Comunque, le trame son quasi sempre notturne. Foscamente livide.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Ovvio, o meglio dalla mia anima, che a sua volta si (ri)flette nel carattere. Eccentrico/a, balzano, giù di (a)morale oppure tiramisù di gustosa crema pasticciera, eh eh, del mio (s)cremarmi nelle storie che racconto, che (in)farcisco di carezzevoli tocchi, spero prelibati, fra ansietà affatto dolci. Candido ma con pochi canditi. Perché non credo al buonismo, ahimè, purtroppo oggi imperante di questa melassa-mentalità impazzante e falsa.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Prediligo il noir, punto e basta. Nero su bianco. Ih ih.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Molti, il seguito del mio Il cavaliere di Alcatraz, innanzitutto.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Di essere istintivo. Di non esser troppo razionale quando scrive, di non calcolare a tavolino ciò che sta per dire o vorrebbe trasmettere.

Link all’acquisto – Lulu

 

 

IL CAVALIERE DI ALCATRAZ, Booktrailer

IL CAVALIERE DI ALCATRAZ di Stefano Falotico
Un uomo oscuro, provenuto dal nulla o precipitato nella prigione più eternamente nera a incarnazione umana di apocalittica, universale salvezza rivendicata?

Il libro è uscito alcuni mesi fa ed è oramai disponibile, dunque da vario tempo, in vendita sulle maggiori catene librarie online, compreso IBS.it, acquistabile in ogni formato desiderabile, cartaceo innanzitutto, eBook e Mobi/Kindle-Amazon.

Da qualche settimana, avendo io deciso di allestirne un filmato, mi son rivolto ancora una volta, giustissimamente, al mio amico Daniele Fiori, già magnifico, perfetto curatore dei miei precedenti booktrailer de “La maschera di Edgar Allan Poe”, “La pallida ipocondria della Luna” e “Il cadavere di Dracula”.

Sono dunque fieramente orgoglioso di presentarvi questo nuovo, splendente “lavoro in movimento”, “coadiuvato” dalla mia voce, austera e roca, abrasiva ed elettrica, raffinatamente intarsiato d’immagini da me scelte, accuratamente “arredate” dall’estro visivo di Daniele, affinché questa mia opera possa ancor meglio presentarsi potente nell’indurre lo “spettatore”, se dovesse piacergli la visione, all’acquisto da lettore di un romanzo che, lo dico senza modestia falsa, mi sta dando enormi soddisfazioni.

Coloro, che l’hanno già letto, lo considerano una delle mie opere migliori, infatti, come attestato da numerose e rinomate, prestigiose recensioni, per gli altri m’auguro sia di presentazione intrigante ché tal booktrailer possa accattivarli a leggerlo, con la speranza di aver noi, io e Daniele, realizzato un “provino” cinematografico allettante alla miglior lettura, mescendo dunque, come sempre, Cinema “short” e letteratura, in maniera reputo fascinosa e ambiguamente, sanamente inquietante, così ringrazio chiunque m’infonde sempre coraggio e sa instillarmi le energie per proseguire nella tortuosa, soddisfacente ma difficile, competitiva attività artistica di scrittore.

Inoltre, voglio “lasciarvi” con quest’aneddoto.

Questo booktrailer esce, neanche a farlo apposta, proprio oggi, 2 Febbraio 2015, giorno in cui, dopo un forte ricovero psichiatrico da me subito, a causa sempre delle mie soventi intemperanze e turbolenze depressive delle quali spesso son “sciaguratamente” afflitto, mi ha “costretto” a una terapia curativa di rehab in “reparto”.

Una “prigionia” anche la mia, parzialmente autobiografica che, in modo magicamente coincidente con le atmosfere algide, asettiche, claustrofobiche eppur pulsanti voglia di riscatto e libertà, emananti dal mio “Il cavaliere di Alcatraz”, lì infuse, profeticamente, profondamente “scritte”, dolorosamente vergate, s’è oggi illuminata ancora di viva vivacità esistenziale, in quanto son sempre qui, volante nell’avventura viaggiante del nostro e mio mondo giammai stanco, indomito, combattente e redivivo, tornante-revenant, “fantasmatico” come Clint, il protagonista della mia opera qua presentata e resistente-stante.

David Cronenberg, poetica indagine divorante Personal Booktrailer

Il cadavere di Dracula, booktrailer

Dracula, il Nosferatu, incarnato in un fantasioso, originale, pindarico, suggestivo, lugubre, lungo racconto nero, risorgente in romanticismo feroce e irruento per un viaggio alle origini della sua rinascita o della sua beffarda morte? Al lettore, scoprire il fascinoso, buio, imperscrutabile arcano.

È con grande privilegio e superbo onore che vi presento questo nuovo trailer, concernente il mio “Il cadavere di Dracula”, libro del sottoscritto, imperiosamente servitovi in spero vostro acquistarlo al più presto, ch’è disponibile sulle maggiori catene librarie online, IBS.it, naturalmente, inclusa.

Edito dalla Youcanprint Edizioni, al solito regalmente impaginato dal mio amico ed editor, Germano Dalcielo, con la stupenda copertina di Manuela Paric’, disponibile in ogni formato possibile e immaginabile, Mobi/Kindle, eBook e cartaceo, anzi, “a ogni modo” migliore incartato, come son io avvezzo a dire.

Ora, ardentemente, nello Spirito del romanzo, immergiamocene.

Dracula (d)arde(ggia) fioco, nel suo castello remoto, riscaldato sol dal fuoco del suo triste cam(m)ino sol(itari)o, senza Sole, contornato da un aridissimo inverno traboccante il freddo dei fiocchi di neve fredda come la rugiada “divorata” dalle foglie secche e mortifere del rossissimo, accecante tramonto suo seco (in)finito, “albeggia(nte)” sommessamente nell’orrore suo più polare, al plenilunio soffusamente s’addorme, addomestica i suoi “canini”-lupi, “bofonchia” la melanconia “algida” d’un suo gentile spettro orrido, arrochitosi nel pian(t)o alto e orrendamente eremitico, indiavolato e scagliato immor(t)almente all’iddio traditore del suo fedele servigio supremo vigliaccamente spento, barbaricamente vinto.

Sacrileg(i)o!

Spellato, divorato, repellendo il creatore che, scriteriatamente, indusse, dietro missiva fraudolenta dei nemici da lui, Vlad, combattuti in guerra santa, Mina, sua amata immensa, al suicidio più vile, turpemente bestemmiò il Padreterno, cagionatore del suo inconsolabile, assassinante dolore inesaustamente colmo d’irreprimibili lagrime sgorganti la sua ira devastante. Tonandosi, torturato, in Lucifero incarnato, nella grotta della ferita sua insanabile, atroce, scalfente a ogni ora più il suo animo sempre meno calmo e caldo ma più colmo d’abbattimento incolmabile, quell’animo forte, dapprima sanguinario, sì, eppur puro e combattivamente fiero d’apparente giustezza scintillante e nobile, “invecchiatosi” nell’eterna notte d’un buio impallidente l’amor immensamente grande per cui combatté per tutta la vita e che, però, terribilmente agghiacciante, lo vide vincitore in battaglia tanto intrepido quanto, dalla sciagurata maledizione, ottenebrato, sven(tr)ato, svilito, nella cera livida d’un vol(t)o rubatogli, lentamente imbruttì. Vendicatore, da “crociato” russo, arrabbiato a morte perché Dio, scellerato, lo distrusse, servendogli la “sorpresa” più turpe e crudele, d’abnorme malignità l’ingannò, Dracula contro Dio, con tremenda veemenza, turbinando in viscere macellate dall’abominio di tal abuso al suo (co)raggio splendente, vendetta gridò, come imputridendosi specular al Diavolo (sp)orco, da quell’imbroglio efferato e perfido, Dracula è suo “servo”, brucia nella tenebra più opaca, foschissima, senza Luce mai, non morto, il Nosferatu straziato da quel suicidio “indotto” alla sua anima che non meritava tal osceno torto, così b(r)uc(i)ata, ferocemente divelta, strangolata, disossata, scarnificata, “fotografata” perennemente nel lancinante, raschiantissimo pallore più cereo, nella bara della sua (di)mora uccisa da defunto dentro…, infuocato a vita condannata al nero perpetuo più ancor mostruosamente ferente, ritornerà a Londra…

Ringiovanirà o sarà ancor più doppia, “fluviale” morte…?

Ed ecco qui il diabolico filmato, curato armoniosamente di gran stile dall’elegante Daniele Fiori, musicato da Stefano Gargiulo, corredato d’immagini da me accuratamente scelte.

Biografia

Stefano Falotico nasce a Bologna il 13 settembre del 1979.

Stefano Falotico nasce a Bologna il 13 settembre del 1979.

Anche se considera Bologna soltanto l’ubicazione geografica della sua residenza “fantasmatica”, sì, perché egli stesso si vive come un ectoplasma danzante fra mille e una notte d’incandescenti città inebriate dal lunatico volteggiarvi mutevole in variegate forme senz’alcuna residenza propriamente fisica, si vive, orbene, da perfetto spirito metafisico incarnato nel fluttuar (im)mobile nel sé sempre cambiante lidi e mete, a metà fra esser davvero e non essere in nessun dove.

Ha trascorso gran parte della sua vita, peraltro, “proiettato” nel Cinema, luogo che reputa più “dentro” le cose della cosiddetta realtà, questa, sì, fittizia, spesso deludente, martoriante e foscamente cupa. Il Cinema, invece, gli donò, come tutt’ora gli regala, passionale romanticismo vitale, propulsivo, nel suo incantarsi, “incatenato” al cosmico surreale immaginario, lo trasfonde in ere scalpitanti fervore acceso, entusiasmo magmatico di tante lucenti emozioni trascendenti, immaginifiche e (ri)creative.

Adolescente inquieto, adulto o forse mai lo sarà, “non c’è”, come sostiene lui, poiché s(ob)balza da stagioni umorali vulcaniche d’euforia commovente sin all’atmosferico illanguidirsi (raf)fredd(at)o come un ghiacciaio pronto, repentinamente e con forte dirompenza, a sciogliersi, ad ardersi sempre di solar, dardeggiante, estatico (ria)mare oceanico.

Ironicamente, si definisce un uomo d’altri temp(l)i, potrebbe essere il principe-monaco tibetano d’una abbazia medioevale oppure un bretone cavaliere senza macchia né paure, immerso controvoglia in uno spazio-tempo “tragicamente” contemporaneo, nella triste, soffocante, iper-competitiva “modernità” frastornante e, a sua detta, distorcente il senso profondo dell’essenza nostra umana. Un tempo arretrato, paradossalmente, sfiancante, tetro, “oscurantista”, ove le inquisizioni non si “praticano” a viso aperto e, apparentemente, non esistono più le scellerate, oscene caccie alle streghe, ma avvien ben di “peggio”. Le rivalità di tal attuale, logorante, van(itos)o combatter(si) in perenni rivalse, infatti, lui ritiene non “valido” al puro viver da san(t)i.

Ha pubblicato molteplici opere di narrativa e poesia, delle più disparate. Il suo esordio ufficiale è del 2005, “targato” Edizioni Joker, con “Una passeggiata perfetta”. Poi, è stata la volta della collaborazione con la casa editrice Albatros, presso cui ha edito, fra i molti, “Hollywood bianca” (prima e seconda edizione), “Noir Nightmare – L’ombra blu del fantasma” e “Cuore angelico, tenere tenebre sanguigne”.

Da qualche anno, sta sperimentando, con ottimo successo e buone soddisfazioni, il self-publishing.

Dapprima, affidandosi a lulu.com, ove ha inserito, ad esempio “Mister Black – Racconti neri” e alcuni saggi autarchici, come ama definirli lui, su alcuni registi e attori, citiamo inevitabilmente il suo “Clint Eastwood, ghiaccio arcano di romantici occhi”.

Tramite, invece, Youcanprint Edizioni, è uscito con innumerevoli libri. Senza star a citarli tutti, comunque regolarmente in vendita sia in eBook che “normale” cartaceo sul sito della casa editrice suddetta, su IBS.it, LaFeltrinelli e le maggiori catene librarie online, compresa Amazon, elenchiamo alcuni dei più importanti: “Il cavaliere di Alcatraz”, “Mister Atlantic City”, “La pallida ipocondria della Luna”, “Robert De Niro, l’intoccabile” e “David Cronenberg, poetica indagine divorante”.

Intervista su Il cavaliere di Alcatraz, a cura de “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
Questo è stato il mio primo libro, edito in self-publishing, con Youcanprint.it. Ed è un romanzo a cui tengo molto, nato da profondi dolori personali, contingenti al periodo in cui lo scrissi, nei quali mi sviscerai, divorando le mie paure al fin che, ergendole scarnite e in depurate purezze mie risorte forti in auge illuminante e di gran (co)raggio, limpide e secche, così lib(e)randomi, inchinato a rinnovato mio lindore visivo esistenziale, ancor più nelle vere emozioni, sì indurite, ma anche gagliardamente issate a nuova forza spirituale, sgorgassero, riaccendendosi di magmatica, liquida, fluidissima vitalità detonante.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
La contingenza, appunto, quella strana dinamica nella quale pensi a qualcosa, istintivamente, che possa funzionare. La centri, la miri, espandi quel che è inizialmente solo un abbozzo concettuale e, da una minima idea di partenza, la narrazione da sé si sviluppa, si ramifica, splendidamente si complica in trama o più sotto-trame nel delinearla da sola. Convergono così le intuizioni per dei particolari romanzi alle volte incentrati, appunto, soltanto su uno o pochi personaggi, altre volte che si dilatano per storie corali, infinitamente stratificate, ove le mille sfumature si mischiano al prima della concezione e del mezzo nel crearla, sin ad approdare al dopo, la fine (in)decisa. Perché ogni fine, nei miei libri, è aperta, pone altri interrogativi, credo che i miei finali non (de)finiscano la conclusione di qualcosa di finito, bensì finiti potrebbero essere, agli occhi immaginativi del lettore, mi auguro fantasioso-stimolato e stimolandolo in tal modus mio operandi, ecco, a occhi liberi di continuar(lo/a) a sognare. Semmai anche, con la sua visione, indotta dalla mia lettura, ripeto, spero amplificata al far sì che chi legge possa vi(b)rar altro(ve) in sua personalissima immaginazione, congiunta empaticamente alla mia, ecco, ché possa andare avanti.

Parla della trama del tuo libro
Un uomo, di cui nessuno conosce il passato, misteriosamente precipita ad Alcatraz. Qualcosa di miracoloso e (ir)razionale potrebbe (ac)cadere dal nulla. Soprattutto dal cielo. Ho già svelato molto. Chi ha orecchie per intendere, intenda, insegnava Gesù, e questo romanzo ha infatti una e più novelle evangeliche e biblico-profetiche, e forse, non voglio però dir altro, profetizzanti.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Spesso sì. Clint, il protagonista di questa storia, ad esempio, è ispirato a me, al mio amore per Clint Eastwood, a come vivo il suo mito cinematografico, a come lo adoro e a come sempre, eternamente, amerò Don Siegel, Fuga da Alcatraz ma anche il suo celebre revenant da Unforgiven.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Preferisco i noir, i gialli, gli horror, ma dipende. Ogni romanzo fa storia a sé. Se mi salta in mente di scrivere un romanzo umoristico, provo a realizzarlo. Non mi pongo limiti di genere né di registri narrativi. Tento, sperando di riuscirvi, a sperimentare appunto quasi tutti i generi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Innanzitutto, proprio il seguito di questo Cavaliere.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Di essere come Clint, il protagonista di questo libro. Di non saper mai cosa possa succedergli. Scrivendo, potrebbe andar incontro a un fallimento condannabile, eh eh, potrebbe partorire una mostruosità da sedia elettrica, come invece, altresì, potrebbe rivelar(gli)si la Luce divina.

Link all’acquisto

Youcanprint

Intervista de Il Mondo dello Scrittore per La pallida ipocondria della Luna

Racconta la tua esperienza come autore
Ancora una volta, mi cimento con una storia a tinte fosche, come potrete leggere dalla sinossi, da me stesso scritta. Una cupa, illuminante storia del brivido, come un plenilunio torbido nelle membra neuronali di un investigatore nel suo mister(ios)o (im)permeabile a caccia di una predatoria, scarnificante verità (ri)generante dubbi sepolti e la smarrita incognita del sé più buio.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Il momento, o meglio gli attimi estemporanei del mio umore, che muta appunto lunatico come le atmosfere lunari, variabile/i di licantropia in mia anima sempre famelica e mutante.

Parla della trama del tuo libro
Non voglio svelare molto, è la storia di un missing, la storia di una perdita e anche della perdizione (im)morale. Abbiamo un detective che si troverà a indagare nelle sue stesse paure, ma ho già detto troppo. Lascio a voi scoprire, se vorrete, questo mister(y).

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Spesso, sì. Oggi sono un detective privato, domani la nera signora che gli affida un caso strano, i miei personaggi riflettono le mie imperscrutabili, danzanti, particolari emozioni del cuore. E me ne specchio a sanguigna esplorazione intim(istic)a. Indagante gli incubi di me stesso, forse. In emersione di quel che tengo nascosto e trasfondo in tanti mutevoli characters. Quindi, li creo a maniera craterica del perdermi in essi e dunque in me stesso frantumato nella miriade di miei uno, nessuno, centomila.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Tento, per quanto riesca o meno, di sperimentare sempre nuove traiettorie letterarie, quindi, sì, cambio genere frequentemente. Ma prediligo, come è evidente, il noir, i gialli, le storie macabre, le trame tenere, sì, ma tenebrose. Emozionali, comunque.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Dico solo questo, un saggio su David Cronenberg. Un saggio poetico. Non didattico né agiografico, non studiato e, diciamo, troppo riflettuto, bensì riflesso a mio amarlo. Non idolatrarlo ma profonda-mente, sconfinata-mente ammirarlo.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Di seguire la sua anima e la scrittura verrà da sé.

Intervista de Il Mondo dello Scrittore per Robert De Niro, l’intoccabile

Racconta la tua esperienza come autoreDeNiro
Come sapete, ho pubblicato molti libri, alcuni sperimentali, altri di narrativa e altri ancora di poesia. Alcuni “bislacchi”, altri eccentrici, altri ancora autarchici, intonati alla mia personalità sempre mutante, in continua evoluzione. Amo la scrittura d’avanguardia e mi sto cimentando a intraprendere sempre nuove vie evolutive dal camaleontico stile, trasformista come questo mio particolare saggio su De Niro, il re proprio delle trasformazioni. Un attore che ho idolatrato d’adolescente, sin da quando vidi Taxi Driver per la prima volta. Ipnotizzato dalla sua bravura, da quell’interpretazione “mostruosa”, lietamente imprigionato al suo potente e impressionante carisma, da allora “vado”… via discorrendo dunque nella sua filmografia attoriale e non.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Vengo ispirato dagli attimi fugaci delle mie emozioni estemporanee, vi rifletto, tento di captarle e poi le catturo nero su bianco, immolato, diciamo così, a lor naturale “scorrevolezza”. Mi lascio dunque trasportare dalla mia anima, dai luoghi incantati e misteriosi ove, per magia, mi porterà la mia interiorità ignota che però esploro e scandaglio, è poi (in)tangibile che quest’atteggiamento si rifletta e viva nei miei libri. Una speculare, diciamo, vivida aderenza del mio io da ricalcare in intarsi poetici vis(su)ti dal flusso di coscienza. Il mio stile, perciò, non è “studiato”, le mie opere nascono da sé per (im)previste traiettorie mie emotive che tento di “fotografare” d’emozioni che, spero, trasudino dai miei scritti. Autentici, istintivi, originatisi dal vivermi, son lo specchio delle mie “riflessioni” e quindi dei miei pulsanti battiti emozionali riflessi(vi).

Parla della trama del tuo libro
Come da titolo e come v’ho accennato, è un libro su Robert De Niro. Chiamiamolo un saggio, appunto, particolare. Perché, sì, passo in rassegna monograficamente la sua filmografia, ma non penso di esser stato noiosamente accademico. Ho provato a fare qualcosa di diverso. Tentando d’abbinare, alla seria e, sì, compassata analisi cinematografica e recensiva, la mia poetica “bizzarra” che spezza il libro in aneddoti curiosi, anche spassosi, intervallando il mio saggio di personali considerazioni che, affascinate dal mito De Niro, si fan, proprio essendone “fanatico”, eh eh, guidare dall’ammirazione.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Per questo libro, che dire? Il protagonista è De Niro, anzi, i suoi mille personaggi. Io mi sono limitato a ossevar lui e le sue mutazioni.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Prediligo il noir, gli horror, i gialli, le storie di mistero, anche le trame macabre, perché no? Ma non disdegno, affatto, come in questo caso, anche opere di tutt’altra natura e tipologia.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Fra qualche settimana, uscirò con La maschera di Edgar Allan Poe. Ma non sarà un libro su Poe, bensì una raccolta di racconti neri ispirati al suo stile.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Gli consiglio di essere sé stesso. Sempre, assolutamente. Non credo che esistano formule vincenti o metodi di scrittura impeccabili. Credo anzi che il lettore capisca quando un autore è stato sincero o, al contrario, quando ha scritto solo con lo scopo di vendere. A prescindere dalla qualità o meno del libro, è dunque importante scrivere quel che uno sente. Senza pensare a cosa potrà pensare il futuro lettore. Il lettore avverte e percepisce al volo quando un autore è stato furbo, scrivendo il suo libro col solo obiettivo di farsi piacere. I libri efficaci son quelli sentiti perciò sia dal loro autore e, di conseguenza, dai suoi possibili lettori.

Intervista de Il Mondo dello Scrittore per La maschera di Edgar Allan Poe

Leggiamola

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Racconta la tua esperienza come autore
Oramai, di libri ne ho pubblicati parecchi. Scrivere mi libera da molti demoni interiori, che tento di afferrare e vergare nella pagina bianca, intingendola di chiaroscuri miei emozionali, di nerezze e cupezza, poi modulandomi semmai tenero e romantico, dipende dallo stato estemporaneo del mio animo. Sempre mutevole, cangiante, in evoluzione perenne. Mai domo. Sempre affamato e avventuriero di visioni ispiranti.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Prendo ispirazione, appunto, dal momento, dagli attimi fuggenti che capto a visione letteraria del mio cuore, strepito di vita, rabbie, gioie, angosce e, da tali abrasive quanto rinascenti e stimolanti ferocie del mio sentire interiore, mi libero nella scrittura, provando sempre a creare qualcosa di nuovo ma che sia appunto sentito. Qualcosa che sia originale e al contempo personale, perseguendo strenuamente alla ricerca della mia (id)entità. Mutante.

Parla della trama del tuo libro
Il titolo fa evidentemente riferimento a Edgar Allan Poe. Quindi, è ispirato a lui ma, a eccezione di alcuni ricercati estratti di qualche suo celeberrimo racconto, come Il gatto nero, ad esempio, è un mio ambizioso tentativo di omaggiarlo, creando ex novo piccoli, altrettanti racconti neri o segmenti sia spaventevoli, paurosi oppure inquietanti, sia romantiche danze apparentemente funebri e tetre, credo invero poeticamente fiere di decantare la vita e glorificarla. Perché la vita è spesso orrorifica, crepuscolare e angosciosa, ma anche, proprio perché complicata, irta, tortuosa, colma di paure, per usare una metafora attinente alle atmosfere della mia opera, dunque meritevole di essere vissuta profondamente. Senza temerla. Inabissandocene. A costo di venirne impauriti.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
In questo mio libro, ci sono varie storie e non tanti personaggi, a dire il vero. Si tratta di una opera, stavolta, basata più sul flusso di coscienza e sulle suggestioni che ho tentato di evocare, concentrandomi di più sul versante descrittivo ed emotivo. Mettendo leggermente, dunque, da parte i cosiddetti personaggi.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Provo sempre a cambiare genere anche se prediligo il noir, le storie appunto dure, fosche, ombrose, misteriose.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Stavolta, non voglio svelare nulla, eh eh, è un segreto. Anche se posso dire che sto lavorando a un seguito di uno dei miei libri. Ripeto, però, sarà una sorpresa e non dico dunque di quale dei miei libri sarà il seguito.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Un solo consiglio: mai mollare i sogni.